Archive for the 'Interviews' Category

Risk off a Wall Street con le vendite che tornano sui titoli a minore capitalizzazione e su quelli Internet

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Seduta di ribassi a Wall Street con le vendite che tornano a concentrarsi sui titoli a minore capitalizzazione e su quelli del settore Internet. L’economia torna in primo piano con la possibilità di un intervento di stimolo dalla Cina che si allontana dopo i commenti del Ministro delle Finanze secondo cui non e’ questo il momento per intervenire. Nonostante le forti speculazioni relative ad una nuova fase di debolezza per il settore manifatturiero cinese che verranno evidenziate domani dal dato HSBC PMI. La conversazione quindi torna di nuovo sulle banche centrali, sottolinea Kenneth Polcari, direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, con la mancanza di nuovi stimoli che riporta nervosismo tra gli investitori. I mercati asiatici hanno reagito nella notte, deboli anche quelli europei (che ancora seguono le ripercussioni del referendum in Scozia) e qui negli Stati Uniti gli investitori abbandonano quei titoli ad alto rischio e restano ancorati a quelli sicuri (vedi le blue chips) e ai titoli di Stato. Lo S&P 500 sembra bloccato entro una banda di oscillazione tra la media a 50 giorni (1975) e i 2000 punti che sono diventati adesso area di resistenza. Sara’ così ancora per le prossime due settimane, dice Kenny, fino all’inizio della stagione di trimestrali.

Intanto questa settimana il mercato seguirà con attenzione non solo i dati economici che saranno pubblicati nei prossimi giorni ma anche i discorsi di alcuni esponenti della Federal Reserve, tra oggi e giovedì. Molto seguiti, sottolinea Kenny, non tanto dagli investitori a lungo termine, oramai preparati ad un cambiamento di politica monetaria, ma soprattutto dai traders che cercheranno tra le parole dei componenti della banca centrale dei riferimenti in grado di innescare maggiore volatilità sui mercati. Sara’ interessante capire quali siano le diverse posizioni dei presidenti dei vari distretti della Fed, capire se siano in linea con quelli di Janet Yellen.
Il Presidente della Fed di New York William Dudley ha oggi confermato ancora che le decisioni di politica monetaria dipenderanno dai prossimi dati economici e che la banca centrale monitora eventuali segnali di una bolla speculativa perche’ la stabilita’ finanziaria e’ una condizione necessaria per una efficace politica monetaria.
I dati di questa mattina intanto evidenziano ancora una certa debolezza con le vendite di case esistenti in calo inaspettato ad agosto e per la prima volta in cinque mesi e una flessione dell’attività’ manifatturiera nell’area di Chicago.

Il basso livello dei tassi di interesse preoccupa i Paesi del G20 che dall’Australia avvertono della possiblita’ di un aumento dei rischi sui mercati finanziari con i Governi che puntano sugli stimoli per incrementare la crescita. Concorda Kenny anche se sottolinea che, alla fine della fase di stimoli qui negli Stati Uniti e con prospettive di tassi di interesse bassi, resta da vedere se l’economia riuscirà a recuperare o se Janet Yellen dovra’ trovare altri strumenti per supportarla. Continua invece il supporto di Bank of Japan e di Bce che portano all’apprezzamento del dollaro. Quindi un dollaro che resta forte solo per effetto dell’indebolimento di yen ed euro e non perché ci sia dietro la spinta dell’economia, un fattore che potrebbe provocare dei problemi in futuro se la congiuntura non migliorera’.

Inizio settimana debole a Wall Street dopo i record. Apple e vendite al dettaglio in calendario

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Seduta di ribassi a Wall Street, pochi gli spunti in giornata e pochi i motivi per continuare a correre dopo i recenti record e le cinque settimane di guadagni per lo S&P 500. L’attenzione resta puntata sulle banche centrali e sul futuro dei tassi di interesse qui negli Stati Uniti come evidente dai movimenti dei listini verso i minimi della seduta in reazione ad una pubblicazione della Fed di San Francisco che sottolinea come l’opinione pubblica abbia male interpretato per quanto tempo la Fed manterrà invariati i tassi di interesse. Secondo un sondaggio citato dalla stessa Fed di San Francisco emerge come gli interpellati si aspettino un periodo di tassi fermi più prolungato rispetto ai componenti del FOMC.

I listini tuttavia non si sono mossi considerevolmente dai livelli dell’ultima settimana, come si diceva oggi pochi spunti e non sono molte le indicazioni economiche questa settimana, salvo i tanto attesi dati sulle vendite al dettaglio. Intanto iniziano già ad arrivare i commenti di analisti e responsabili delle strategie sull’andamento dei listini nell’ultimo trimestre dell’anno. Solo pochi mesi dopo aver previsto una correzione, Goldman Sachs oggi ha alzato la raccomandazione sull’azionario americano a sovrappesare perché ritiene che vedremo nei prossimi tre mesi dei guadagni grazie al miglioramento degli utili e all’aumento dei dividendi. E’ un periodo di bilanci, come sottolinea Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, siamo alla fine del trimestre, siamo in attesa dell’inizio della stagione degli utili tra poche settimane e gli investitori stanno valutando come i fondi hanno performato, quanto hanno investito e quanto investiranno negli ultimi mesi dell’anno per capire quanto interesse possiamo aspettarci sul mercato. Gli analisti stanno ridimensionato le previsioni sugli utili – e come sempre quindi vedremo i singoli titoli reagire adesso così potranno guadagnare alla pubblicazione dei conti, ricorda Kenny – e l’economia e’ in graduale miglioramento, due fattori che servono quindi come base per sostenere i listini. Ma, fondamentali a parte, il supporto delle banche centrali resta la chiave, la Bce e’ intervenuta con un bazooka, anche se non con quello più grande dato che Draghi ha avvertito di avere pronti altri assi nella manica se necessario, sottolinea Kenny. Gli investitori quindi aspetteranno pazienti per un po’ di tempo in attesa di vedere se le operazioni Bce avranno effetto sull’economia europea. Intanto qui negli Stati Uniti non aspettiamoci grandi fuochi d’artificio sui mercati, Kenny prevede per fine anno lo S&P 500 tra 2000 e 2025 quindi nei prossimi mesi potremmo vedere solo qualche oscillazione. Movimento che comunque porterebbe ad un guadagno dell’8,5% per il 2014, del 10,5% se si considerano i dividendi, un ritorno quindi a ritmi normali per il mercato e scena dubbio lontani dal +30% del 2013.

Apple e Alibaba domineranno nelle prossime due settimane. Se la presentazione di Apple di domani avra’ effetto soprattutto sulla tecnologia e sul Nasdaq, il debutto di Alibaba sarà un evento in grado di innescare reazioni su diversi fronti. Oltre ad essere la più grande Ipo di sempre, sottolinea Kenny, innescherà tanto interesse per diverse ragioni. Dara’ esposizione al mercato cinese all’investitore medio, i traders avranno opportunità importanti dato che sarà un titolo molto liquido, e gli investitori a lungo termine utilizzeranno l’evento per valutare la performance del titolo in relazione anche a quella dell’economia cinese e prendere quindi decisioni più sul lungo periodo. Un debutto, quello di Alibaba, che si spinge quindi oltre i confini e fondamentalmente innescherà tanto interesse e muoverà tanti soldi. Secondo Kenny il prezzo di Alibaba verra’ fissato il 17 settembre con debutto il 18 anche se secondo altre indiscrezioni l’Ipo avverrà il 19 settembre. Sara’ un mese intenso per il mercato delle Ipo, entro la fine di settembre sono pronte a debuttare poco meno di 40 società qui al NYSE, un fattore da non sottovalutare visto l’entusiasmo che creano i debutti e soprattutto le opportunità per gli investitori di rientrare sul mercato.

Questa settimana sara’ quindi relativamente calma. Oltre alla presentazione della Apple, in calendario anche l’intervento di Mario Draghi all’Eurogruppo a Milano e i numeri sulle vendite al dettaglio USA venerdì che forniranno dettagli sui consumi a poche settimane dall’inizio della stagione degli acquisti natalizi – che quindi negli Stati Uniti sembra iniziare prima ogni anno.

Ultime due settimane di agosto, bassi volumi, movimenti esagerati e nessun motivo per superare i massimi

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La Federal Reserve ritiene che il mercato del lavoro stia recuperando ad un ritmo maggiore delle attese ma la maggioranza dei membri del FOMC non e’ ancora convinta che sia abbastanza da poter cambiare i piani sul futuro dei tassi di interesse. E’ quanto emerge dai verbali dell’ultima riunione del FOMC che conferma ancora una Fed divisa e pronta ad elaborare una strategia di uscita, anche se la gran parte dei componenti ha ancora bisogno di ulteriori indicazioni per poter pensare ad un intervento.
L’azionario ha reagito, seppur non in maniera marcata, con un ribasso alla pubblicazione delle minute, per poi recuperare ampiamente il terreno perduto.
Nessuna sorpresa quindi, il mercato conferma l’intenzione di voler rimanere ancorato ai massimi, siamo davvero a pochi punti dai record di luglio per lo S&P 500 e non ci sono al momento motivi per superarli o per allontanarci sensibilmente da quel livello. Come fa notare anche Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, che ricorda che siamo alle ultime due settimane di agosto ovvero periodo di vacanze in Europa e Stati Uniti e che i bassi volumi portano a reazioni esagerate da parte dei listini. I timori legati alla debole situazione economica in Europa riportano tra gli operatori le speculazioni su un possibile imminente intervento da parte della Bce mentre rimangono ancorate le aspettative per tassi fermi negli Stati Uniti per un periodo prolungato. Fattori che agevolano il rientro degli investitori sul mercato in questo momento, sottolinea Kenny. Le attese sono per il simposio annuale dei banchieri centrali a Jackson Hole in Wyoming, solitamente non in grado di muovere i mercati ma che potrebbe fornire senza dubbio qualche sorpresa.
Il tema del simposio quest’anno sara’ la dinamica del mercato del lavoro e secondo Kenny Janet Yellen non potra’ soffermarsi troppo su temi strettamente legati solo agli Stati Uniti, il suo intervento sara’ a più’ ampio raggio. Le sorprese potrebbero arrivare da Mario Draghi, almeno sono queste le speculazioni che circolano sul mercato, vista la situazione particolarmente difficile per l’economia europea, aggiunge Kenny.

Wall Street recupera ma e’ piu’ un movimento opportunistico che un cambiamento di direzione

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Tornano a guadagnare gli indici di Borsa americani e ancora una volta riescono a recuperare dopo una seduta appesantita da timori geopolitici anche se dati i volumi molto sottili il movimento di oggi e’ più un segnale opportunistico che un cambiamento deciso di direzione, secondo Kenny Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities. Un mercato in grado di rialzarsi e di ponderare oggettivamente la situazione, secondo Kenny, che racconta come gli investitori, dopo l’iniziale reazione nervosa, si siano resi conto che la situazione non e’ ancora fuori controllo e siano tornati a concentrarsi sulle trimestrali e sui dati economici. E’ avvenuto anche nel corso della seduta di ieri quando i listini hanno recuperato dai minimi sulla scia di segnali positivi dalla comunità internazionale, a lavoro per risolvere la situazione a Gaza e arrivare ad una soluzione in Ucraina. E il mercato monitora soprattutto la situazione Israele-Gaza, dice Kenny che ritiene che sia la situazione in Medio Oriente a spaventare i mercati. I buyers non vogliono allontanarsi dal mercato ed e’ per questo che abbiamo visto reazioni nervose al ribasso, ma più contenute rispetto al passato, nonostante i timori geopolitici c’e’ sempre qualcuno pronto ad entrare ed acquistare sul mercato, sottolinea Kenny. Il recupero di oggi non e’ aggressivo, e’ dato più da un allontanamento dei sellers che ad un invasione di buyers aggressivi.

Lo S&P 500 oggi tenta di testare nuovamente 1985, il massimo intraday toccato qualche settimana fa. L’indice e’ rimasto fermo entro il range 1960-1980 nelle ultime settimane e adesso dovra’ scegliere se andare avanti e testare nuovi massimi o indietreggiare. Secondo Kenny non c’e’ al momento molto supporto alle vendite e quindi l’indice si dirigerà verso i 2000 punti dove troverà una resistenza naturale e dara’ quindi tempo all’economia di recuperare ancora e giustificare almeno un po’ di più le attuali valutazioni. Per adesso intanto arrivano indicazioni positive dagli utili che nella gran parte dei casi hanno battuto le stime degli analisti anche a livello di fatturato. Quindi per ora nessuna sorpresa per il mercato che potrebbe trovarsi spiazzato solo in caso di utili particolarmente deludenti nelle prossime settimane. Se non vedremo utili inferiori alle attese, dice Kenny, allora l’azionario globale si confermerà ancora il posto migliore per gli investimenti.
I volumi bassi in questo momento sono un’altra indicazione che gli operatori, e soprattutto i maggiori gestori, sono ancora molto pazienti e non hanno motivo per entrare aggressivamente sul mercato prima di avere un quadro internazionale ed economico più chiaro.

Tentativo di recupero a Wall Street, debolezza e cautela in attesa della riunione della Fed

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Tentano un recupero gli indici di Borsa americani dopo la debolezza riscontrata all’inizio delle contrattazioni. Una debolezza che aveva già caratterizzato le Borse in Europa e in Asia, mercati sotto pressione ancora per via delle tensioni in Iraq e del conseguente aumento del prezzo del petrolio, oggi fino ai massimi di nove mesi. Qui negli Stati Uniti, sottolinea Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, l’operazione societaria tra Medtronics e Covidien da $43 miliardi annunciata nel fine settimana conferma che siamo acora nel pieno di un periodo vivo per le operazioni societarie, grazie all’alto livello di liquidità’ in mano alle aziende e ai bassi tassi di interesse. Un fattore quindi che, insieme ai dati economici migliori del previsto pubblicati in mattinata, contribuisce a mitigare l’effetto negativo delle tensioni geopolitiche sui mercati. L’Iraq secondo Kenny non definirà’ la direzione del mercato almeno nel breve periodo e l’apprezzamento del greggio e’ solo il frutto di timori legati al livello delle scorte di petrolio e non e’ dato da un surriscaldamento dell’economia a livello globale.

Gli investitori sembrano focalizzarsi sui segnali di ripresa economica in attesa di sentire cosa dira’ questa settimana la Federal Reserve. Wall Street sconta intanto la revisione al ribasso delle stime sul Pil Usa da parte del Fondo Monetario Internazionale, che arriva una settimana dopo il ritocco al ribasso delle stime da parte della Banca Mondiale, e le previsioni di tassi fermi per un periodo più lungo rispetto alle attese qui negli Stati Uniti. Da una parte, dice Kenny, abbiamo chi si aspetta un aumento dei tassi di interesse perché vede un miglioramento delle condizioni economiche – il Governatore della BOE Mark Carney la settimana scorsa ha annunciato la possibilità di tassi più alti ed ha testato così il mercato in cerca di una reazione – e dall’altra chi, come Kenny, non si aspetta un ritocco fino alla seconda meta’ del 2015 dato che stanno per arrivare gli stimoli da Bce, BOJ e forse dalla Cina, in grado di allentare la pressione sulla Fed. Sapremo di più mercoledì da Janet yellen al termine della riunione di due giorni del FOMC. Secondo Kenny arriverà un’altra riduzione degli acquisti di bond da $10 miliardi mensili, una conferma che i tassi resteranno bassi, che la Fed continuerà a monitorare l’inflazione e l’occupazione insieme all’andamento dell’economia non solo negli Stati Uniti ma anche a livello globale.
Il Presidente della Federal Reserve non potra’ ignorare, dice Kenny, la situazione geopolitica e farà riferimento al prezzo del petrolio e ad eventuali conseguenze sulla debole ripresa dell’economia. Il mercato quindi aspetta e al momento non ci sono motivi per acquistare.
Venerdi’ scenderanno sul mercato americano le quattro streghe, le scadenze tecniche trimestrali che porteranno alti volumi ed un aumento della volatilità soprattutto durante la prima e l’ultima ora di scambi. Prima di venerdì vedremo già la volatilità aumentare e noteremo dei riposizionamenti in preparazione non solo delle scadenze ma anche del ribilanciamento degli indici Russell della prossima settimana.
Aspettiamoci, secondo Kenny, un mercato in settimana che si muoverà entro una banda molto limitata senza grandi oscillazioni al rialzo o al ribasso. Tutto può cambiare in un momento pero’, attenzione agli sviluppi geopolitici.

Settimana record a Wall Street con lo S&P 500 che sfiora 1950 dopo l’annuncio Bce e i dati sull’occupazione

Settimana record per Wall Street con il Dow Jones e lo S&P 500 su massimi di sempre. Gli eventi più attesi della settimana – la riunione della Bce e i dati sull’occupazione USA – non hanno deluso le aspettative degli investitori. La Bce ha annunciato delle misure aggressive abbastanza da rassicurare i mercati, come sottolinea anche Peter Cardillo, Chief Market Economist per Rockwell Global Capital, che non solo stimoleranno l’attivita’ di credito e l’inflazione ma daranno anche una spinta ai mercati globali perche’ confermano che i tassi di interesse resteranno bassi per lungo tempo non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa.
E’ risultato in linea con le attese di Peter il dato sull’occupazione che mostra che in maggio l’economia americana e’ riuscita a recuperare i posti di lavoro che aveva perso dalla recessione e che quindi conferma che continua la fase di recupero, seppur lenta, della congiuntura statunitense.

NEW YORK, NY - JUNE 6:   Jayshree Ullal, President and CEO & Andy Bechtolsheim, Founder, Chief Development Officer and Chairman of Arista Networks ring the Opening bell at The New York Stock Exchange on June 6, 2014 in New York City.  (Photo by Ben Hider/NYSE Euronext)

NEW YORK, NY – JUNE 6: Jayshree Ullal, President and CEO & Andy Bechtolsheim, Founder, Chief Development Officer and Chairman of Arista Networks ring the Opening bell at The New York Stock Exchange on June 6, 2014 in New York City. (Photo by Ben Hider/NYSE Euronext)

E’ soprattutto la decisione di intervenire da parte di Mario Draghi a dare una spinta ai mercati e a riportare l’ottimismo tra quei gestori che fino a poco tempo temevano il pericolo deflazione in Europa. Lo S&P 500 tuttavia con il movimento di venerdì e’ arrivato a sfiorare i 1950, e si e’ fermato quindi a soli 50 punti dall’obiettivo di 2000 punti fissato da Peter Cardillo per la fine dell’anno. Peter a questo punto ritiene che arriveremo a 2000 prima del previsto, addirittura prima delle scadenze tecniche della fine di giugno, ma resteremo per lungo tempo intrappolati tra 1900 e 2000 con un mercato che continuerà ad essere favorito da una rotazione verso i settori value, quelli che pagano dividendi più alti rispetto ai rendimenti dell’obbligazionario.

La prossima settimana sara’ ancora positiva ma non vedremo un avanzamento dei listini paragonabile alla settimana appena conclusasi, sottolinea Peter. Tanti i dati economici in arrivo e i più attesi quelli sulle vendite al dettaglio, sui prezzi alla produzione, sul settore immobiliare. E’ il mese delle scadenze tecniche – trimestrali e semestrali – quindi e’ possibile una spinta ulteriore al rialzo ad un mercato già impostato verso i guadagni. La volatilità tuttavia, secondo Peter, resterà ancora bassa e per questo bisognerà monitorare ancora con molta attenzione il livello – preoccupante – del VIX.

Titoli Internet e small cap supportano il recupero dopo due settimane di flessioni. Seduta molto calma, volumi bassissimi

IMG_1400BenHider140519In mancanza di dati economici e di grossi spunti gi investitori a Wall Street colgono l’occasione per digerire gli ultimi movimenti e per valutare la direzione dei listini nelle prossime settimane dopo il raggiungimento di nuovi massimi. Ad inizio seduta ad influenzare la direzione degli indici erano stati i movimenti al ribasso in nottata sulle piazze asiatiche e su quelle europee, sottolinea Kenny Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities. I volumi di scambio restano contenuti e ricordano che ancora c’e’ mancanza di convinzione sul mercato.
Anche oggi ad influenzare la direzione dei listini sono stati i movimenti delle small caps e dei titoli Internet più colpiti negli ultimi mesi, che hanno recuperano terreno ed hanno agevolato il ritorno degli indici in territorio positivo.
Nei prossimi giorni gli investitori seguiranno con attenzione le indicazioni che arriveranno dai diversi esponenti della Federal Reserve in attesa dei dati economici importanti che arriveranno verso la fine della settimana. Dati importanti non solo dagli Stati Uniti ma anche dall’Asia e dall’Europa. Kenny sottolinea come l’Europa sia tornata al centro dell’attenzione con la Bce pronta ad intervenire e l’economia che cresce ancora diverse velocità nei diversi paesi dell’Unione.

I verbali dell’ultima riunione del FOMC forniranno mercoledì importanti indicazioni sulla visione economica dei singoli membri del comitato direttivo di politica monetaria della Fed. L’attenzione sembra spostarsi adesso sul mercato immobiliare che dopo un anno e mezzo di segnali di recupero torna ad indebolirsi. Anche i dati di venerdì, nonostante migliori del previsto, sottolinea Kenny, hanno mostrato un aumento delle spese di costruzione ma soprattutto in appartamenti destinati agli affitti, quindi non in vendita – un segnale poco incoraggiante.

Kenny pensa che la fase di riassestamento dei titoli Internet e small-cap non sia terminata dato che se alcuni titoli hanno già subito una correzione, altri hanno registrato solo perdite contenute ed hanno quindi spazio per scendere ancora. Secondo Kenny quando il mercato entrerà in una fase di debolezza vedremo di nuovo gli investitori uscire da quei titoli per spostarsi verso altri, anche verso quelli obbligazionari, nonostante i rendimenti così bassi – oggi i rendimenti del decennale sono arrivati al 2,5%.
La pazienza sembra essere al momento la parola chiave per gli investitori, in mancanza di eventi e notizie in grado di guidare il mercato. Una pazienza che appare chiara dalla quasi mancanza di volumi sul mercato con i gestori che preferiscono non uscire dalle proprie posizioni ed aspettare una nuova fase di rialzi. Fase che potrebbe arrivare in autunno dopo un’estate in cui vedremo gli indici oscillare intorno ai massimi e poca volatilità, in attesa di decollare prima della fine dell’anno, dice Kenny.

Seduta di riflessione a Wall Street, poca convinzione in attesa di scadenze tecniche

IMG_0052BenHider140514Seduta di riflessione oggi a Wall Street, non ci sono per adesso motivi per tornare a toccare nuovi massimi e il Dow Jones ha perso terreno per la prima volta in cinque sedute. Lo S&P 500 ieri ha toccato e superato per la prima volta di sempre i 1900 punti e con mancanza di convinzione, dato che a fine seduta non e’ riuscito a riconfermare quel livello psicologico importante. Pochi spunti e poche indicazioni quindi e domani potremmo vedere movimenti più marcati per via di dati economici (produzione industriale) e soprattutto in preparazione alle scadenze tecniche di venerdì, che porteranno ad un aumento della volatilità, sottolinea Peter Cardillo, Chief Market Economist per Rockwell Global Capital, che si aspetta nei prossimi giorni lo S&P 500 a quota 1920. L’indice VIX intanto oggi viaggia sui minimi dell’anno, un fattore secondo Peter che potrebbe segnalare un ritracciamento alla fine del mese, tra il 2% e il 3%, ma prima vedremo una fase di rialzi. Il pericolo di una bolla speculativa intanto sembra essere passato, mi dice Peter, dopo il netto ritracciamento di quei titoli sopravvalutati (vedi i social media) nelle ultime settimane che hanno portato alle pesanti flessioni del Nasdaq. Peter si aspetta ancora guadagni nei mesi estivi e stima un ritorno di interesse per il mercato azionario per via dei sempre scarsi rendimenti sull’obbligazionario (oggi i rendimenti del decennale sono scesi sotto 260 punti base). Del resto ci sono ancora tanti titoli azionari, e non solo negli Stati Uniti ma anche in Europa, che rendono ancora tra il 3% e il 4% di più rispetto ai rendimenti dei titoli di Stato, sottolinea Peter.

I dati economici arrivati questa settimana risultano contrastanti. Peter ricorda che i dati pubblicati ieri sulle vendite al dettaglio, seppur abbiano deluso le previsioni per quanto riguarda il mese di aprile, hanno mostrato una crescita molto più accentuata delle attese nel mese di marzo, in grado di compensare in parte la debolezza riscontrata nei mesi invernali e dovuta al maltempo. Peter ci ricorda ancora le sue previsioni sul Pil per il trimestre in corso, si aspetta una crescita superiore al 3%. Ma per poter confermare le sue previsioni Peter vorrebbe vedere vendite al dettaglio in netto aumento il mese prossimo e aspetta di leggere il super indice economico che arriverà’ la prossima settimana. Altri numeri importanti arriveranno la prossima settimana, tra i più’ attesi quelli sul mercato immobiliare e le minute dell’ultima riunione del FOMC.

Effetto Ucraina a Wall Street, indici vicini alla parita’ e tanta cautela

IMG_0788BenHider140505Oscillano intorno ai livelli dell’ultima chiusura gli indici di Borsa americani con gli investitori ancora cauti dopo i guadagni della settimana scorsa e preoccupati per l’inasprirsi della crisi in Ucraina. L’effetto Ucraina sui mercati e’ visibile dallo scorso venerdì, sottolinea Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, con gli investitori che hanno subito il peso delle incertezze legate alla crisi geopolitica e quindi non hanno reagito con forza agli ultimi dati sull’occupazione. Il tasso di disoccupazione e’ sceso a sorpresa fino al 6,3%, soprattutto per effetto dell’uscita dal mercato del lavoro di oltre 800 mila persone, ricorda Kenny, frustrate per le condizioni attuali e che hanno quindi abbandonato la ricerca di un’occupazione. Quindi i dati sul mercato del lavoro sono risultati misti, la qualità dei posti di lavoro creati sembra essere adesso più importante per il mercato rispetto alla quantità dei posti generati.
I nuovi sviluppi della crisi in Ucraina hanno riportato le incertezze sui mercati questa mattina con gli investitori che aspettano le elezioni del 25 maggio in Ucraina, e l’eventuale ruolo della Russia, per valutare la situazione, mi dice Kenny. Potremmo quindi aspettarci cautela e volatilita’ nelle prossime due settimane sui mercati – e non solo su quelli statunitensi. Con la stagione degli utili terminata, e per la gran parte in linea con le attese, l’attenzione degli investitori torna a spostarsi sull’economia statunitense, europea e cinese e sulla situazione geopolitica.
I dati arrivati oggi dalla Cina (HSBC Pmi) hanno mostrato una contrazione dell’attività’ manifatturiera per il quarto mese consecutivo, contrariamente all’espansione mostrata dai dati ufficiali del Governo. Kenny nota che il mercato non reagisce più con forza alle indicazioni deboli che giungono dalla Cina perché crede che la fase di raffreddamento sia vicina alla fine e si noterà presto un rimbalzo.

“Sell in May and go away” – vendi in maggio ed esci dal mercato – potrebbe non essere una buona idea quest’anno secondo Kenny, considerato che le aspettative sono per una seconda parte dell’anno più forte per l’azionario. Lo S&P 500 ha guadagnato da gennaio solo l’1,8% e quindi forse non vale la pena uscire adesso dal mercato.
In settimana l’evento più atteso e’ l’intervento del Presidente della Fed Janet Yellen davanti alla Commissione Bilancio del Senato. Nona aspettiamoci grandi novita’ dall’intervento, avverte Kenny, soprattutto dopo che un altro esponente della banca centrale americana questo fine settimana – il Presidente della Fed di Atlanta Dennis Lockhart da Dubai – ha avvertito che la Fed non discuterà nemmeno sul livello dei tassi di interesse fino a ottobre-novembre, per valutare la reazione del mercato e dell’economia alla riduzione degli stimoli (che per allora sarà probabilmente completata).

Effetto crisi Ucraina a Wall Street dove tornano i segni meno dopo due settimane di guadagni. E’ il momento di vendere?

IMG_0273BenHider140425Sono due i motivi dietro il movimento di oggi dei listini della Borsa americana: le incertezze innescate dai nuovi sviluppi relativi alla crisi in Ucraina e la reazione dopo due settimane consecutive di guadagni. E’ quanto mi dice Peter Cardillo, Chief Market Economist per Rockwell Global Capital, preoccupato per l’inasprimento dei toni in quella che considera una guerra fredda tra Stati Uniti e Russia che potrebbe portare a pesanti conseguenze economiche a livello globale. Il vero timore dei mercati e’ quello per una guerra economica, con USA ed Europa intenzionati ad aumentare le sanzioni e quindi il rischio del ripetersi della situazione analoga a quella riscontrata in Iran, dove gli anni di sanzioni economiche hanno paralizzato l’economia. Inoltre c’e’ il rischio che la Russia agisca con forti vendite del dollaro, una valuta che ritroviamo già in costante deprezzamento, non giustificato dai fondamentali. Non e’ ancora una situazione di panico, insiste Peter, ma potremmo vedere il mercato reagire alle notizie legate all’Ucraina ancora nelle prossime settimane.

La reazione dei listini di oggi e’ anche data dai movimenti al rialzo delle ultime sedute. In particolare ieri lo S&P 500 ha sfiorato una resistenza importante che non e’ riuscito a raggiungere dopo l’arrivo delle notizie legate alla crisi in Ucraina. La stagione degli utili trimestrali si conclude di fatto oggi con la maggioranza, circa due terzi, delle grandi aziende che hanno pubblicato i conti nelle scorse due settimane. Una stagione positiva, secondo Peter, se prendiamo in considerazione le stime e i timori, che lo stesso Peter aveva espresso, sugli effetti del maltempo sull’attività delle aziende statunitensi. Fino adesso il 75% delle società che hanno reso noti i conti ha battuto le stime di utile e il 53% ha battuto le previsioni sul fatturato. Secondo Peter il tema di questa stagione di trimestrali e’ stato l’ottimismo delle aziende per il trimestre in corso: anche le società che non hanno centrato le stime di utile e fatturato nel secondo trimestre hanno previsto utili in miglioramento.

La prossima settimana l’attenzione tornera’ di nuovo a concentrarsi sull’economia con tre appuntamenti importanti in calendario: la riunione del FOMC, la conferenza stampa del Presidente della Federal Reserve Janet Yellen e i dati sul mercato del lavoro di aprile che mostreranno, dice Peter, che l’economia ha creato 189 mila nuovi occupati. Gli altri dati economici che arriveranno in settimana confermeranno che la crescita questo trimestre supererà il 3%. Invece i dati relativi al Pil del primo trimestre (i primi arriveranno in settimana) mostreranno una crescita molto lenta, introno all’1,6% secondo Peter, a causa del maltempo.

Il mese di aprile quindi e’ arrivato agli sgoccioli e come ogni anno ci prepariamo al famoso motto di Wall Street “Sell in May and Go Away” che quest’anno potrebbe non trovare un seguito. Secondo Peter non e’ il momento di uscire dal mercato ma piuttosto di mantenere le proprie posizioni. La correzione c’e’ già stata ed e’ finita, si e’ sviluppata in tre diverse fasi, tutte interrotte, che hanno portato, se sommate, ad una flessione di ben oltre 10 punti percentuali, con la terza – più’ pesante – che ha affondato il settore tecnologia e di conseguenza il Nasdaq. Il pericolo correzione e’ quindi sparito secondo Peter e dobbiamo preparaci alla seconda fase di questo mercato toro che porterà lo S&P 500 a 1940-1960 durante i mesi estivi.