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A Wall Street un relief rally grazie al recupero della tecnologia

IMG_0023BenHider140414E’ il settore della tecnologia a trainare il recupero oggi degli indici di borsa americani, un comparto che tenta quindi di riguadagnare almeno parte del terreno perduto. Si tratta pero’ solo di una pausa, mi dice Kenny Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, dopo il repricing degli asset che abbiamo visto nelle ultime settimane, in attesa di maggiore chiarezza sul futuro della politica monetaria della Federal Reserve e prima di entrare nel vivo della stagione di trimestrali. La settimana scorsa le flessioni hanno riguardato soprattutto il Nasdaq e i grandi nomi della tecnologia ma in generale il mercato ha retto abbastanza bene, sottolinea Kenny. I risultati di JP Morgan venerdì hanno provocato un piccolo scossone sui mercati (non si e’ notato il panico solo risk off) perché il gruppo, come altri probabilmente nelle prossime settimane, non e’ riuscito a centrare le previsioni – già riviste al ribasso – degli analisti. Gli indici hanno poi risentito anche del movimento che li ha portati al di sotto di soglie tecniche importanti, movimento che ha accentuato poi i ribassi. Dopo un fine settimana di tensioni in Ucraina, dice Kenny, gli investitori hanno ritrovato un motivo, per tornare ad acquistare lunedì mattina, nei conti migliori del previsto di Citigroup. Secondo Kenny lo S&P 500 arriverà a toccare e a testare la media a 50 giorni intorno a 1835-1840 che sarà una resistenza importante per tutta la durata della stagione degli utili.

Sara’ una settimana più breve del solito, visto che venerdì non si contratta, e sarà scandita dalle festività pasquali quindi aspettiamoci pochi volumi. Gli investitori avranno quindi l’opportunità per prendersi una pausa e digerire i movimenti delle ultime settimane prima di entrare nel vivo della stagione degli utili. In settimana diversi dati economici in arrivo sia dalla Cina che dagli Stati Uniti oltre a due discorsi del Presidente della Federal Reserve Janet Yellen.
Kenny pensa che lo S&P 500 nelle prossime settimane si muovera’ entro 1840 (resistenza) e la media a 200 giorni di 1760. Un livello quest’ultimo che secondo Kenny non sarà necessariamente testato dato che l’indice troverà forte domanda tra 1800 e 1810.

A Wall Street continua la discesa degli indici sotto il peso della tecnologia

BEN_0303BenHider140407Non e’ una sorpresa, oggi continua la discesa degli indici che estendono quindi le perdite già registrate lo scorso venerdì. Siamo in una fase di rotazione settoriale, come sottolinea Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, con l’uscita dai titoli ciclici prima dell’inizio della stagione di trimestrali. Stagione che, come sappiamo dalle stime riviste al ribasso dagli analisti, sarà debole e gli investitori hanno quindi deciso che non ci sono motivi per non uscire adesso dall’azionario. Non succede solo a Wall Street, abbiamo visto oggi sotto pressione anche l’azionario in diverse aree del mondo tra cui Europa ed Asia.
Non c’e’ panic selling pero’ e Kenny esclude una flessione marcata come quella del 30% prevista da alcuni analisti. Non avverrà anche perché, sottolinea Kenny, appena il mercato inizierà a correggersi l’interesse degli investitori si rispostera’ di nuovo su finanziari, infrastrutture, industriali, che beneficeranno quando vedremo un recupero dell’economia a livello globale.
La componente del maltempo e’ gia’ stata presa in considerazione dagli analisti, quando hanno elaborato le proprie stime sugli utili, ed e’ per questo, dice Kenny, che se le aziende centreranno le previsioni o le supereranno i loro titoli reggeranno; ma se le aziende non centreranno le aspettative – già molto caute – allora i loro titoli saranno fortemente penalizzati. Gli analisti stimano una crescita media dell’utile, per le aziende che compongono lo S&P 500, dell’1% nel primo trimestre, nettamente quindi inferiore rispetto al +6,6% che avevano calcolato solo lo scorso gennaio.
La stagione di trimestrali inizia domani come di consueto con i conti di Alcoa anche se, per vendere i conti del primo componente del Dow Jones, dovremo aspettare venerdì, quando JP Morgan pubblicherà la sua trimestrale. Non sarà una stagione facile per i finanziari che saranno sotto pressione per via di ricavi più deboli, possibile calo delle erogazioni di mutui, possibile flessione dei ricavi da contrattazione. Sara’ interessante, nota Kenny, come le aziende del settore finanziario giustificheranno il peggioramento dei conti e soprattutto se prenderanno in considerazione misure per ridurre i costi, come una nuova ondata di licenziamenti.

Sara’ una settimana densa di debutti in Borsa anche se c’e’ da chiedersi se questo sia davvero un buon momento per emettere azioni sul mercato vista la flessione dei listini – solitamente si cerca di sbarcare in Borsa in un periodo positivo per i mercati per attirare maggiore interesse. Non sarà il caso questa volta, spiega Kenny, perché dipenderà tutto dal settore in cui operano le matricole. Ad esempio per chi opera nel settore social media non farà molta differenza se quel giorno il mercato andrà su o giù dato che la domanda per il comparto resta ancora molto alta, basta che il prezzo del titolo sia adeguato e giustificato dai fondamentali. Inoltre i maggiori gestori sono in questo momento in cerca di nuove opportunità di investimento e le Opv potrebbero quindi attirare molta attenzione.

Oltre ai risultati trimestrali e alle Opv non sono previsti tanti altri spunti in settimana con il calendario economico piuttosto scarno. I verbali dell’ultima riunione del FOMC attireranno l’attenzione soprattutto dopo le dichiarazioni giunte recentemente dal Presidente della Federal Reserve Janet Yellen.

Seduta di consolidamento a Wall Street che archivia il peggior trimestre dal 2012

IMG_8627BenHider140331Quinto trimestre consecutivo di guadagni per lo S&P 500 ma peggiore performance trimestrale per i listini americani dal quarto trimestre del 1012. Se lo S&P 500 e il Nasdaq riescono a chiudere il periodo con il segno più, il Dow Jones termina il primo trimestre con una flessione, la prima in 5 trimestri. I movimenti di oggi sono quindi serviti per consolidare i guadagni e per tentare di ridurre le perdite e riportare alcuni indici in territorio positivo. Siamo in pieno window dressing quindi, come si dice in gergo, secondo Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, che nota come i futures fossero già in netto rialzo prima dell’apertura delle contrattazioni di oggi, quindi anche prima del discorso di Janet Yellen e prima della pubblicazione dei dati economici.
L’abbiamo detto diverse volte in questi giorni, i settori che hanno supportato il rally degli ultimi mesi (e anni) hanno perso di più nelle ultime settimane. La biotecnologia – che ha guadagnato l’80% negli ultimi 12 mesi – la settimana scorsa ha perso oltre il 7% per poi oggi recuperare almeno in parte. Niente di grave, dice Kenny, ma il movimento indica che alcuni investitori si aspettano debolezza sul mercato nell’immediato futuro e quindi escono dai settori che sono stati vincenti nel passato puntando su quelli a buon prezzo e che potrebbero far bene. Non c’e’ motivo pero’ di essere pessimisti e non vedremo panico sul mercato secondo Kenny, non ci sarà la correzione ipotizzata da alcuni tra il 15% e il 20%. Nella peggiore delle ipotesi lo S&P 500 arriverà a toccare la media a 200 giorni, intorno a 1775, o forse ci fermeremo prima di quel livello data la forte domanda ogni volta che si registrano minime correzioni sul mercato.

Kenny non crede che il secondo trimestre inizierà con una fase di guadagni o per lo meno non ritiene possibile il raggiungimento subito dello S&P 500 a quota 1900. Non ci sono i motivi per farlo, aggiunge, forse l’indice tenterà di raggiungere i recenti massimi, intorno a 1880, ma non si andrà oltre. C’e’ ancora tanto scetticismo sui mercati e se dovra’ esserci una fase di debolezza porrebbe iniziare da subito. Siamo solo ad inizio trimestre, quindi i gestori non avranno fretta di accumulare profitti visto che potranno ponderare le proprie decisioni per i prossimi tre mesi.
Tra una settimana inziera’ la stagione degli utili, le previsioni sono per una crescita molto modesta nel primo trimestre 2014. Inoltre sui mercati peserà ancora il dibattito sulla fine degli stimoli e la tempistica della stessa, con il Presidente della Federal Reserve Janet Yellen che, secondo Kenny, confermerà ancora la sua recente posizione (fine del taper entro l’autunno) e non vorrà essere percepita come debole ed indecisa. Intanto i mercati a livello globale speculano sulla possibilità di stimoli da parte delle banche centrali in Cina e in Europa e in questo senso avremo indicazioni da Mario Draghi questa settimana che potrebbero rassicurare i mercati – preoccupati per il rischio deflazione.

Con Kenny ho anche parlato di high frequency trading e di un libro che qui negli Stati Uniti esce oggi che ha fatto già molto scalpore dato che mette in evidenza un problema non ancora noto a “Main Street”. Una trasmissione televisiva molto seguita qui negli Stati Uniti, 60 Minutes, ieri sera ha intervistato l’autore del libro “Flash Boys, a Wall Street revolt”, Michael Lewis, ed ha quindi in un certo senso denunciato il vantaggio degli high frequncy traders rispetto agli investitori istituzionali. Il libro, come sottolinea anche Kenny, non dice niente di nuovo, e’ solo un’altra versione della nuova struttura del mercato e si chiede se la stessa sia equa. Se le società di high frequency trading investono così tanto in infrastrutture per raggiungere una certa velocità vuol dire che ne vedono il valore e hanno dimostrato più volte di aver ragione. Riescono ad avere informazioni prima e a reagire prima e ad esempio Virtu, una società di high frequency trading che presto sbarcherà al NASDAQ, ha dichiarato di avere avuto solo una giornata di perdite (trading) su 1.238. Il libro ha generato tanto interesse, ha innescato un dibattito che porterà i regolatori, la Sec e i professionisti del settore a fermarsi e valutare le problematiche legate al sistema. La tecnologia non sparirà, e’ il futuro. La chiave per capire la questione e’ individuare e valutare la fondamentale differenza tra high frequency traders e investitori istituzionali – e le loro esigenze.

La settimana inizia con il segno meno per Wall Street, possibile un rally prima di fine trimestre.

IMG_16370Seduta di ribassi e volatilità in aumento a Wall Street. Un calo degli indici per la seconda seduta consecutiva dopo le indicazioni deboli giunte dal settore manifatturiero qui negli Stati Uniti – come in Cina e in parte dell’Europa.
L’indice preliminare sull’attivita’ manifatturiera di marzo, elaborato dall’istituto Markit, ha mostrato un’espansione, anche se piu’ lenta rispetto a febbraio e rispetto alle previsioni degli economisti. Si tratta pero’ ancora del secondo miglior livello dal gennaio del 2013. Non si tratta di un dato particolarmente negativo, sottolinea Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, ma dopo la recente debolezza portano gli operatori a chiedersi se il rallentamento continuerà anche nei prossimi mesi o se si tratti solo di un aggiustamento. Il mercato tuttavia, anche se ha reagito ai dati economici, non registra flessioni pesanti. Lo S&P 500 ha testato i massimi intorno a 1880, non e’ riuscito a superarli e ha portato quindi gli operatori a fermarsi e indietreggiare per vedere quanto sia aggressiva questa fase di vendite.
Lo S&P 500, nota Kenny, si muove entro una banda di oscillazione tra 1840 e 1880, non c’e’ al momento ragione per spostarsi al di sopra o al di sotto della stessa, soprattutto nell’ultima settimana del trimestre, quando i gestori tentano di massimizzare i guadagni prima della fine del periodo e prima dell’invio dei resoconti ai propri clienti.
Le dichiarazioni di Janet Yellen sui tassi di interesse sono state intanto digerite dal mercato. Kenny pensa che Yellen abbia fatto la cosa giusta mostrando chiarezza e direzione e non concorda con chi ha invece indicato che si sia trattato di un errore da principiante. I tassi inizieranno presto ad aumentare, gli investitori devono essere pronti, il mercato aveva bisogno di sentirselo dire.
Questa settimana l’attenzione tornera’ sui dati economici. Se i numeri sul Pil mostreranno una crescita al 2,7% (dal 2,4%) come previsto dagli economisti, confermeranno quanto indicato da Janet Yellen. Attenzione anche ai dati sugli ordini di beni durevoli mentre, dice Kenny, i dati sul mercato immobiliare muoveranno meno il mercato perché mostreranno ancora l’effetto del maltempo.
La crisi in Ucraina determinera’ meno la direzione dei listini anche se, bisogna sottolinearlo, stanno arrivando i primi commenti dalle banche sugli effetti delle sanzioni sull’economia russa, e le previsioni sono per adesso per una possibile recessione.

Kenny pensa che la fine del trimestre portera’ ad indici in rialzo o quanto meno sui livelli attuali. Un movimento correttivo si noterà invece la prossima settimana, la prima del mese di aprile e la prima del trimestre, quindi sarà l’occasione per una pausa. La stagione degli utili muoverà i settori e i titoli di volta in volta, man mano che arriveranno i numeri, ma porterà potenzialmente ad una stabilizzazione del mercato. 1830 sarà il reale supporto per lo S&P 500 (la media a 50 giorni), secondo Kenny che ricorda che su quel livello scatterà l’interesse da parte degli investitori istituzionali. Prepariamoci quindi ad un possibile rally fino a fine trimestre e poi una fase di debolezza in preparazione del nuovo trimestre e prima di entrare nel vivo nella stagione degli utili.

A Wall Street gli indici in recupero dai minimi di tre settimane. Meno nervosismo e attesa per la riunione del FOMC

La settimana si apre con un rialzo per la Borsa americana con gli indici in recupero dai minimi di tre settimane nonostante il risultato del referendum in Crimea che sancisce il passaggio della regione alla Russia. Un movimento spiegabile con buy the rumor and sell the news? Forse, sottolinea Kenneth Polcari, che ricorda che l’ansia e il nervosismo, legati ai timori di violenza in Ucraina durante e dopo il referendum in Crimea, avevano influenzato le contrattazioni nelle ultime due settimane. La settimana scorsa in particolare lo S&P 500 era arrivato a testare il supporto 1830 (media a 50 giorni) per poi recuperare venerdì da quel livello. Indicazione quest’ultima che già mostrava che il mercato si aspettava un ritorno alla calma – situazione che potrebbe sempre cambiare all’improvviso anche se il mercato per adesso lo esclude e gli investitori corrono agli acquisti in cerca di buone occasioni dopo le perdite recenti. I futures questa notte mostravano ancora debolezza, il future sullo S&P 500 aveva testato i minimi fino a 1825, da cui ha poi recuperato fino ad arrivare a 1860, una resistenza almeno per oggi secondo Kenny.

NEW YORK, NY – MARCH 17:  Kermit the Frog highlights The Walt Disney Studios’ MUPPETS MOST WANTED by ringing the opening bell at The New York Stock Exchange on March 17, 2014 in New York City.  (Photo by Ben Hider/NYSE Euronext)

 

La settimana scorsa avevano influenzato il mercato non solo le tensioni in Ucraina ma anche le paure legate alla Cina. Paure forse non giustificate, secondo Kenny, con l’economia cinese che ha mostrato segnali di raffreddamento gia’ negli ultimi 4-5 anni e forse siamo arrivati al bottom da cui risaliremo. Del resto, va ricordato ancora, l’economia cinese e’ in una fase di transizione che porterà ad un ridimensionamento seppur temporaneo del ritmo di espansione – che il mercato sconta già ampiamente.

Domani e mercoledi’ si riunisce il FOMC e le attese sono tutte per la prima conferenza stampa di Janet Yellen in veste di Presidente della Federal Reserve. Kenny si aspetta un’altra riduzione degli acquisti di bond di $10 miliardi mensili e un nuovo riferimento da parte di Janet Yellen al dibattito tra quantitative measures e qualitative measures. Ci avviciniamo al tasso di disoccupazione al 6,5% e l’economia americana non cresce ancora ad un ritmo sostenuto. Quindi Janet Yellen riaprirà la discussione sulla necessita’ di un cambiamento delle misure da tenere in considerazione per stabilire i movimenti dei tassi di interesse. Il mercato tuttavia non sembra preoccupato, soprattutto se consideriamo che dopo due riduzioni di stimoli da parte della Federal Reserve non c’e’ stato nessuno scossone e addirittura lo S&P 500 ha raggiunto nuovi massimi. I dati economici che arriveranno in settimana probabilmente confermeranno che l’economia continua ad espandersi e che l’effetto del maltempo si sta riducendo. Il mercato vuole crederci ma resta cauto ed e’ per questo che siamo fermi entro una banda di oscillazione limitata, spiega Kenny e prevede che in settimana gli indici raggiungeranno i massimi toccati recentemente ma senza superarli. Siamo a due settimane dalla fine del trimestre, i gestori non vorranno abbandonare il mercato prima di raggiungere di nuovo i massimi e mostrare quindi i forti risultati nei resoconti mensili che manderanno presto ai propri clienti.

Wall Street si prende una pausa dopo una settimana record

L1002703BenHider140310Tornano a perdere terreno gli indici di Borsa americani dopo una settimana di guadagni che aveva spinto lo S&P 500 su nuovi massimi. Oggi gli operatori digeriscono le indicazioni che arrivano dalla Cina e che mostrano un calo a sorpresa delle esportazioni del 18% in febbraio, il maggior declino dall’agosto del 2009, che porta la bilancia commerciale ad un deficit da un surplus. Numeri che quindi alimentano timori per il ritmo della crescita economica a livello globale.
La settimana scorsa lo S&P 500 ha guadagnato l’1% e la valutazione dell’indice e’ arrivata fino a quasi 16 volte le stime sugli utili dei suoi componenti, il massimo livello dell’anno. Molto bene soprattutto i titoli del settore finanziario, la cui componente dell’indice S&P 500 ha raggiunto i massimi da settembre 2008, con un guadagno del 3%.
E’ stata una settimana interessante per Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, che ha notato un certo nervosismo nella prima parte con gli operatori che si sono poi concentrati sui dati sull’occupazione e le eventuali ripercussioni su economia e sulle decisioni della Federal Reserve. A meta’ della settimana diversi economisti hanno rivisto al ribasso le previsioni sui dati sul mercato del lavoro che invece venerdì sono risultati anche migliori rispetto alle stime originali. Tuttavia, nota Kenny, la creazione di 175 mila nuovi posti di lavoro non e’ ancora adeguata anche se risulta migliore rispetto ai due mesi precedenti. Kenny inoltre non considera l’aumento del tasso di disoccupazione un fattore positivo solo perché più persone sono adesso in cerca di un posto di lavoro.
In ogni caso i dati non hanno innescato marcate reazioni sul mercato. Inizialmente l’azionario ha registrato un buon rialzo ma poi ha ripiegato una volta che lo S&P 500 ha raggiunto i 1885 punti, soglia che rappresenta il massimo intraday e adesso una forte resistenza, ancora preoccupato per le tensioni in Ucraina.
Tensioni su cui il mercato si concentrerà ancora nei prossimi giorni. Come sottolinea Kenny, le tensioni geopolitiche guideranno la direzione del mercato, con gli operatori che non reagiscono più ai singoli dati economici, focalizzati invece su quanto accadrà nei prossimi sei mesi e meno su cosa e’ già accaduto.
Oggi intanto dati economici deludenti giunti da Cina e Giappone forniscono un motivo agli operatori per prendersi una pausa dopo i record. Sara’ importante monitorare i movimenti dei listini nei prossimi giorni, siamo già scesi sotto 1875 e il prossimo i vello di supporto e’ 1860. E se lo S&P riuscirà ad arrivare di nuovo a 1885 si fermerà intorno a quel livello per un po’ di tempo, secondo Kenny. Attenzione ai dati sulle vendite al dettaglio questa settimana ma il prossimo evento economico importante e’ la riunione del FOMC del 19 e il 20 marzo. Kenny si aspetta un’altra riduzione degli stimoli di $10 miliardi di dollari mensili e una conferma da parte della banca centrale che l’economia resta in ripresa.

Wall Street dimentica la correzione e lo S&P 500 tocca nuovi massimi. Verso i 1900?

L1001488BenHider140224L’azionario americano si conferma ancora la migliore destinazione per gli investimenti. Il mercato non crede più che la Federal Reserve possa iniziare a ridurre in maniera incisiva gli stimoli per l’economia e oggi lo S&P 500 tocca nuovi massimi. E’ quello che pensa Kenneth Polcari, Direttore delle operazioni sul floor per O’Neil Securities, sorpreso dalla convinzione dei rialzi. Anche se la Federal Reserve continuerà con la sua fase di ritiro dagli stimoli, sta ancora acquistando bond dal mercato per $65 miliardi e probabilmente, aggiunge Kenny, non potrà permettersi di accelerare il ritmo delle riduzioni mensili soprattutto dopo che il G20 nel fine settimana ha confermato che le banche centrali dovranno rimanere accomodanti e dopo che i dati economici hanno mostrato ancora debolezza. L’effetto del maltempo sui dati economici, secondo Kenny, non e’ reale ed e’ solo una scusa adottata dal mercato. In settimana arriveranno ancora numeri sul mercato immobiliare, che seguiranno quelli deboli della settimana scorsa, leggeremo inoltre i dati della seconda rilevazione del Pil del quarto trimestre – e le aspettative sono per una revisione al ribasso. Quindi, secondo Kenny, se i dati saranno deboli anche nelle prossime settimane la Federal Reserve in marzo potrebbe decidere di rallentare il ritmo delle riduzioni di acquisti di bond.

Sentiremo giovedì anche le parole del Presidente della Federal Reserve Janet Yellen che si rechera’ al Senato per la seconda parte della testimonianza su economia e politica monetaria – rinviata due settimane fa per il maltempo. Secondo Kenny Janet Yellen confermera’ quando già detto davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti, ovvero che le decisioni della Fed dipenderanno dai dati economici.
Kenny cita il Presidente della Fed di Dallas Richard Fisher, un falco a favore del ritiro della Fed dagli stimoli, che venerdì nel corso di un intervento ha invitato gli americani a spingere, in quest’anno elettorale, i propri rappresentanti in Congresso a lavorare per la creazione di una nuova politica fiscale, di programmi per supportare occupazione e sviluppo,
per allentare la pressione sulla Federal Reserve e rendere meno determinante la politica monetaria. La Fed da sola non ce la puo’ fare.

Tecnicamente se lo S&P 500 riuscira’ a superare 1851 (il massimo intraday) – e se lo fara’ in maniera decisiva – potra’ continuare a salire senza intoppi verso i 1900 punti. Ma, dice Kenny, se invece l’indice avra’ difficolta’ a superare quel livello (oggi superato con successo) allora tornera’ a scendere, anche se non in maniera repentina, e arrivera’ a testare i 1810 (la media a 50 giorni) dove trovera’ supporto grazie anche al possibile ingresso sul mercato dei gestori, che si aspettano forti rialzi nella seconda meta’ dell’anno.

Lo S&P 500 sfiora ancora nuovi massimi ma poi ci ripensa. Volatilita’ e scadenze tecniche

IMG_2602Anche oggi lo S&P 500 ha tentato di raggiungere i massimi di sempre ma a soli 3 punti da quel livello e’ tornato a perdere terreno chiudendo in territorio negativo una seduta caratterizzata da scadenze tecniche (scadenze mensili per le opzioni). E l’indice non e’ quindi riuscito a chiudere con un bilancio positivo la sua terza settimana consecutiva come sembrava invece scontato per gran parte della seduta.
Secondo alcuni osservatori un ruolo nell’inversione di tendenza e’ da attribuire al discorso del Presidente della Federal Reserve di St. Louis James Bullard, che ha confermato che l’obiettivo della banca centrale resta quello di ridurre gli stimoli, dato che il raffreddamento dell’espansione economica notata di recente e’ da attribuire al maltempo. Ma secondo altri operatori le indicazioni non hanno in realtà sorpreso e quindi non hanno mosso il mercato.

Secondo Peter Cardillo, Chief Market Economist per Rockwell Global Capital, che ho intervistato a circa meta’ della seduta, prima dell’inversione di tendenza, i movimenti al rialzo notati questa settimana sono stati puramente di natura tecnica. Un movimento che era iniziato dopo la prima parte ella testimonianza semestrale di Janet Yellen al Congresso e che potrebbe estendersi a tutto il primo trimestre (e porterà’ fino a nuovi massimi), ma poi la fase di correzione potrebbe ritornare per il mercato. Janet Yellen parlerà di nuovo la prossima settimana, il 27 febbraio ripeterà la sua testimonianza davanti alla Commissione Bancaria del Senato – che era stata rinviata per via del maltempo – e Peter non si aspetta grandi sorprese. Il Presidente della Federal Reserve ripeterà che la banca centrale continuerà con la riduzione degli stimoli, che l’economia crescerà nel 2014 nonostante il raffreddamento dei primi mesi dell’anno.
Per Peter nel secondo trimestre vedremo un’espansione al 4% e poi un 3% nel terzo trimestre, più vicino al ritmo medio di crescita a cui assisteremo alla fine dell’anno. Peter cita il Superindice pubblicato questa settimana che conferma la possibilità di un’accelerazione della crescita economica nel secondo trimestre, dato che tutte le componenti dal dato sono risultate particolarmente positive.

Per quanto riguarda il mercato azionario, secondo Peter l’effetto gennaio nel 2014 e’ arrivato con un mese di ritardo. Dopo un gennaio negativo, febbraio ha sorpreso positivamente e in questo periodo aiuta il flusso di denaro investito dai fondi pensione. Flusso che aiuterà gli indici a mantenersi sui livelli attuali fino a fine trimestre. La prossima settimana avremo dati economici dal mercato immobiliare, gli ordini di beni durevoli, la revisione del Pil del quarto trimestre (che secondo Peter scenderà sotto il 3%, al 2,8%). Ma saranno soprattutto le parole di Janet Yellen a guidare il mercato – soprattutto se emergera’ qualche nuovo elemento dalle risposte alle domande dei senatori.

Wall Street continua a guadagnare mentre digerisce i dati economici e un’altra operazione societaria

IMG_2435Continua la fase di rialzi per la Borsa americana con il Dow Jones che guadagna oltre 100 punti e i listini che recuperano dopo una partenza incerta. Oggi l’attenzione degli investitori si concentra sui dati economici, positivo quello preliminare di febbraio sull’attività manifatturiera di Markit Economics che evidenzia un’espansione più marcata delle attese, la più marcata dal 2010. Meno attenzione invece viene rivolta al dato relativo all’attività manifatturiera dell’area di Filadelfia che evidenzia una preoccupante contrazione.
Anche oggi e’ arrivato l’annuncio di una operazione societaria di rilievo. E’ la volta della tecnologia questa volta con l’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook per $19 miliardi. Importante perché si aggiunge ad altre grandi operazioni annunciate da inizio anno tra cui quella di Comcast-Time Warner da $45,2 mld, Actavis-Forest Laboratories da $21 mld e Suntory Holdings-Beam da $16 mld.

La tecnologia sara’ la chiave per capire se vedremo un’estensione dell’attuale fase di guadagni o se torneremo di nuovo verso una fase di correzione. E’ quanto mi dice Derek Orth, Designated Market Maker per Brendan E. Cryan & Co, che monitora con attenzione l’indice SOX dei semiconduttori – che influenza l’andamento del Nasdaq – per capire quale sara’ la direzione del mercato azionario. Nelle ultime settimane sia il Nasdaq che il SOX hanno raggiunto massimi importanti. Attualmente il SOX si trova intorno ai 560, livello che l’indice non vedeva da fine 2003 e fine 2005. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Dow Trasport non forniscono le stesse conferme che arrivano da SOX e Nasdaq, una situazione che Derek definisce una moderna teoria del Dow. I 560 punti per il SOX rappresentano un livello importante che, se raggiunto e confermato per almeno tre giorni, ci porterà ad un’altra fase di guadagni. Attenzione invece, dice Derek, a 550, 5010-500, livelli che se sfondati potrebbero invece riportarci ad una fase correttiva.

Insomma per adesso sembra allontanarsi l’eventualità di una correzione imminente. E’ successo diverse volte nel 2013 e le correzioni mancate ci hanno portato a fine anno ad un +30% per lo S&P 500. Non e’ escluso che possa accadere di nuovo quest’anno, dice Derek, soprattutto perché anche adesso sono tanti gli investitori in attesa di entrare sul mercato. Derek consiglia di entrare poco alla volta, sfruttando le giornate di ribassi, e di monitorare con attenzione e per diverse sedute di seguito i livelli tecnici importanti una volta raggiunti in cerca di conferme sui movimenti futuri. Il mercato per ora ignora le notizie negative e continua ad avanzare nonostante permangano i timori per la debolezza dei mercati emergenti e per la crisi politica in Ucraina e Tailandia. Le emozioni per ora non hanno la meglio sul mercato. Derek cita Warren Buffet: “Be Fearful When Others Are Greedy And Be Greedy When Others Are Fearful”.

Indecisione a Wall Street con lo S&P 500 che scende dopo aver sfiorato i massimi di sempre

IMG_2332BenHider140219La Federal Reserve potrebbe presto cambiare le previsioni sui tassi di interesse dato che il tasso di disoccupazione si avvicina al 6,5%, obiettivo fissato dalla banca centrale americana per iniziare ad alzare il costo del denaro. E’ quanto si legge sui verbali della riunione del FOMC di gennaio, l’ultima della presidenza Ben Bernanke. Dalle minute emerge anche che diversi membri del comitato direttivo di politica monetaria sono a favore di una continuazione delle riduzioni degli acquisti di bond dal mercato dato che non ci sono grandi cambiamenti nelle prospettive di crescita economica.
Tre esponenti della stessa Fed che hanno partecipato oggi ad eventi pubblici hanno confermato l’intenzione della banca centrale di continuare a ridurre gli stimoli.

Indicazioni che non hanno mosso molto i listini americani. Che si erano già indeboliti dopo il rapporto che il Fondo Monetario Internazionale ha preparato per i banchieri centrali e i Ministri delle Finanze che parteciperanno al G20. La crisi dei mercati emergenti, il pericolo deflazione in Europa minacciano l’economia globale secondo il Fondo Monetario che definisce ancora debole la ripresa economica con il Pil al 3,7% per il 2014 a rischio.

Qui negli Stati Uniti intanto i recenti dati hanno evidenziato l’impatto del maltempo in diversi settori dell’economia, dai consumi all’attività’ manifatturiera al mercato immobiliare. Oggi i dati hanno mostrato che il numero dei nuovi cantieri per l’edilizia aperti e’ crollato in gennaio, un calo del 16%. E’ sorpreso dalla reazione dei listini americani Gregory Keating, Managing Director di James E. Coffey Securities, che si aspettava una continuazione della fase di flessioni dopo i forti guadagni archiviati nel 2013. Sembra invece che il -5% registrato nel mese di gennaio abbia creato delle opportunità per gli investitori che aspettavano di entrare sul mercato.
Una tendenza destinata a continuare, secondo Gregory Keating, a meno che non assisteremo ad eventi particolarmente drammatici in grado di spingere nuovamente gli indici al ribasso. L’attenzione e’ tutta puntata sui mercati emergenti, sui possibili sviluppi in Ucraina e in Tailandia. Greg non vede ancora particolare convinzione tra gli investitori, tra i suoi clienti, che non hanno ancora deciso quali saranno le proprie posizioni per il 2014.