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Risk on a Wall Street, rally senza forti volumi

Risk on! Rally in corso per gli indici di Borsa americani. Ieri in chiusura sopra la media a 200 giorni e oggi lo S&P 500 torna a contrattare sopra 1300. Una chiusura questa sera sopra questo livello sarebbe un ottimo segnale, mi dice Gregory Keating, Managing Director per James E. Coffey Securities. Ma e’ ancora troppo difficile capire se potra’ essere o meno un rally duraturo, considerata anche l’assenza di volumi importanti.
Dai massimi del 2 aprile scorso lo S&P 500 e’ sotto del 9% circa e nelle ultime settimane il mercato ha cercato un motivo valido per poter iniziare un rally. Motivo valido o meno, oggi sono le speculazioni su futuri interventi da parte delle banche centrali in grado di stimolare la crescita. Oggi il discorso del Presidente della Bce Mario Draghi e’ stato interpretato da alcuni come una rassicurazione, la Bce e’ pronta ad intervenire se necessario. Domani Ben Bernanke parlerà al Congresso e fornirà forse qualche indizio su quello che verra’ deciso nel corso della riunione del FOMC del 19-20 giugno. Intanto già il Presidente della Fed di Atlanta Dennis Lockhart ha segnalato che un’estensione di “Operation Twist” e’ una delle opzioni sul tavolo.

Ma come sottolinea Gregory Keating, quello che succedera’ in Europa influenzera’ il mercato ancora per le prossime settimane e potrebbe mettere il rally a repentaglio molto facilmente. Warren Buffett ha previsto che gli Stati Uniti riusciranno ad evitare una seconda recessione ma solo se l’Europa sara’ in grado di contenere la crisi…

Questi sono i livelli dello S&P 500 da monitorare secondo Art Cashin, direttore delle operazioni sul floor per la Ubs:
supporti: 1273/1275, 1262/1263 e 1256/1259. Resistenze: 1297/1301, 1308/1311, 1316/1319.

Timori per l’Europa e dati economici deludenti pesano sulle contrattazioni a Wall Street

Sono ancora le notizie che arrivano dall’Europa ad influenzare le contrattazioni qui a Wall Street. Gegory Keating, Managing Director at James E. Coffey Secutiries, sottolinea come le speculazioni continue e i movimenti dei rendimenti dei titoli di Stato spagnoli stiano spostando i listini della Borsa americana verso il basso.
E i dati economici americani non aiutano. Il recupero del mercato immobiliare e’ ancora traballante nonostante i minimi storici dei tassi per i mutui. Ma le attese come sappiamo sono tutte per i dati che saranno pubblicati domani e venerdì. Domani quelli ADP sull’occupazione del settore privato, sui sussidi di disoccupazione e sul Pil. Ma, sottolinea Greg, i dati di venerdì sul mercato del lavoro di maggio potrebbero, se migliori delle attese, dare davvero una spinta ai listini. E ovviamente se negativi potrebbero non essere in grado di contrastare l’effetto delle notizie preoccupanti che arrivano dall’Europa. Ma la solita considerazione va fatta…dati negativi alimentano le aspettative di una nuova operazione di stimolo da parte della Federal Reserve. Vogliamo davvero leggere dati economici deboli per giustificare un’altro sostegno artificiale per il mercato? Greg non esclude la possibilità di un altro intervento ma si chiede se davvero funzionerebbe vostre le gravi incertezze legate all’Europa. Nessuno e’ in grado di valutare con certezza quali sarebbero le ripercussioni per l’azionario americano dell’uscita della Grecia dall’euro. E poi come finirà il dibattito crescita contro misure di austerità, l’uscita della Grecia aiuterebbe davvero l’unione? Troppi ancora i punti interrogativi e difficile capire la direzione dell’euro, ora sotto la soglia tecnica importante di 1.26 contro il dollaro.

 

Gli indici interrompono la sequenza di ribassi, troppo presto per rientrare sul mercato?

Gli indici di Borsa americani tentano un recupero, provano ad interrompere la sequenza di perdite che dura da cinque sedute. E con un occhio guardano all’Europa, dove i rendimenti dei titoli di stato spagnoli e italiani ritracciano, e con l’altro guardano ai risultati trimestrali.

Secondo Gregory Keating, Managing Director per James E. Coffey Securities, il ribasso di ieri e’ dovuto in parte all’estensione della reazione ai dati economici deludenti di venerdi’ e non solo alle preoccupazioni legate alla crisi del debito in Europa. Greg fa notare che i forti volumi che hanno sostenuto le flessioni di ieri rendono la seduta molto significativa. Ma e’ troppo presto per valutare se sia il momento giusto per rientrare sul mercato – troppe le notizie attese per i prossimi giorni che potrebbero interrompere una fase di recupero.

L’attenzione del mercato – come dimostrano i movimenti degli ultimi giorni – e’ rivolta alle banche centrali in attesa di capire se vedremo o meno altri stimoli. Le indicazioni relative ad altri acquisti di bond da parte della Bce hanno aiutato i listini e rendimenti dei titoli di Stato in Europa oggi.
Il mercato azionario americano ha reagito molto male, sottolinea Greg, alla mancanza di indicazioni in questo senso qui negli Stati Uniti. Ben Bernanke non ha fatto alcun riferimento ad un QE3 nel corso del suo intervento ad Atlanta di lunedi’ sera e alcuni dei membri della Fed – che stanno parlando in questi gioni – hanno mostrato scetticismo su un eventuale nuovo intervento. Ieri effetto flight to safety, i rendimenti dei titoli di stato a scadenza 10 anni sono scesi sotto il 2% per la prima in lungo tempo. Greg si chiede: cosa succedera’ quando verra’ a mancare la liquidita’ iniettata dalla Fed sul mercato e vedremo i listini scendere ancora?

Intanto Alcoa oggi e’ in forte rialzo, grande sorpresa dagli utili del gigante dell’Alluminio. Soprattutto perche’ rassicura almeno in parte sul ritmo della domanda di materie prime nonostante il raffreddamento dell’espansione economica in Cina. Buon inizio della stagione di trimestrali quindi ma Greg, come altri operatori, aspetta di leggere i conti delle banche, soprattutto per via della situazione in Europa. Venerdi’ avremo le prime indicazioni dai conti di JP Morgan e Wells Fargo.

Incertezza a Wall Street. Non piacciono i dati sul mercato immobiliare.

E’ mancata una direzione ben precisa in mattinata e gli investitori cercano un motivo per tornare sul mercato dopo le flessioni dell’ultima seduta. Provocate per la gran parte de un “effetto Cina” non solo sull’azinario ma anche sulle materie prime.
Siamo alla fine del trimestre, a fine mese vedremo un ribilanciamento in particolare per i fondi pensione che in questo periodo dell’anno spesso aumentano l’esposizione all’obbligazionario.

Indicazioni ottimistiche sull’azionario arrivano dagli analisti di Goldman sachs che ritengono che i titoli inzieranno presto una fase costante di rialzi che durera’ per i prossimi anni perche’ un eventuale declino della crescita economica e’ gia’ scontato nei prezzi dei titoli stessi. Per questo motivo gi analisti consigliano di investire in azioni e di abbandonare per ora l’obbligazionario. E come fa notare anche Gregory Keating, Managing Director per James E. Coffey Securities, le prospettive per i bond non sono poi cosi’ positive visto che possiamo aspettarci tassi bassi fino alla fine del 2014. I rischi associati all’azionario hanno tenuto lontani gli investitori negli ultimi anni e adesso si spera che chi e’ stato a guardare decida di partecipare ai rialzi.

I dati economici di oggi non mostrano una decisa ripresa del mercato immobiliare che stenta anche a stabilizzarsi, come mi dice Gregory Keating. Le vendite di case esistenti sono inaspettatamente calate il mese scorso anche se i dati di gennaio sono stati rivisti al rialzo. Dati a doppia lettura, come accaduto per quelli di ieri che avevano mostrato un calo del numero dei nuovi cantieri aperti ma un netto rialzo dei permessi di costruzione fino ai massimi di 3 anni e mezzo.

Le banche statunitensi sono in grado di contenere eventuali shock provenienti dall’Europa, anche in caso di peggioramento della crisi del debito, ha dichiarato il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke che cita i recenti risultati degli stress test. Nel corso della sua testimonianza al Congresso, a cui ha partecipato anche il Segretario al Tesoro americano Tim Geithner, Bernanke ha sottolineato che l’Europa ha bisogno di fare di piu’ soprattutto per rafforzare il proprio sistema bancario.
Tim Geithner ha invece ribadito che l’amministrazione Obama non chiedera’ al Congresso ulteriori fondi per supportare le economie europee ed ha indicato che la Bce e il Fondo Monetario Internazionale hanno risorse sufficienti per affrontare la crisi.

Investitori cauti a Wall Street nonostante il recupero dopo la peggiore seduta dell’anno

Tornano a guadagnare gli indici dopo la peggiore seduta del 2012 ma senza troppa convinzione. Secondo Gregory Keating, Managing Director per James E. Coffey Securities, non si e’ trattato di una correzione abbastanza ampia da attirare sul mercato gli investitori che aspettavano di rientrare sul mercato. E vedremo poca convinzione e volumi deboli almeno fino alla pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro di febbraio, in arrivo venerdi’.
Ma Gregory avverte, troppe ancora le incertezze (Europa, Iran, elezioni presidenziali) per poter rientrare con convinzione sul mercato.

Il superamento di livelli tecnici e psicologici importanti riportera’ l’interesse sull’azionario

Gli investitori digeriscono i dati economici arrivati da Europa, Cina e Stati Uniti e valutano i rischi di un rallentamento economico globale. Ma sono ancora i livelli tecnici ad interessare gli operatori. Livelli sfiorati ieri dallo S&P 500 e raggiunti anche se solo brevemente dal Dow Jones. Sono in tanti ad esprimere scetticismo sull’importanza del livello 13.000 per il Dow Jones. Forse non e’ tecnicamente cruciale ma non e’ da sottovalutare la sua valenza psicologica, soprattutto in un momento di scarsi volumi e poco interesse per il mercato.

Gregory Keating, Managing Director per James E. Coffey Securities, ritiene che un Dow Jones sopra 13 mila punti insieme a dati economici in miglioramento e a maggiori certezze dall’Europa potrebbe riportare fiducia tra gli investitori che tornerebbero cosi’ sul mercato.

 

L’azionario americano resiste, gli operatori guardano alla Cina ma sono preoccupati per la Grecia

Indici contrastati oggi, ancora volumi scarsi e poca convinzione. Sicuramente le indicazioni arrivate in nottata dalla Cina, che vuole essere coinvolta di piu’ nella risoluzione della crisi del debito in europa, hanno dato la spinta alle Borse mondiali. Del resto l’Europa e’ uno dei mercati principali per la Cina, dove e’ destinata una buona parte delle esportazioni, e un collasso delle economie dell’area avrebbe un forte impatto sulle economie di tutto il mondo, compresa quella cinese.

Le notizie che si rincorrono sulla Grecia e sullo slittamento del secondo piano di aiuti non riescono a deprimere il mercato americano. Come sottolinea Gregory Keating, managing Director per James E. Coffey Securities, il mercato americano prova ancora la sua resistenza, un mercato che vuole guadagnare lo stesso.

Tanti i dati economici da digerire, positivi quelli sulla fiducia degli imprenditori del settore edile e l’indice Empire di febbraio. Ma i dati di ieri sulle vendite al dettaglio hanno forse rinnovato le aspettative su una terza fase di acquisto di bond dal mercato da parte della Federal Reserve, un possibile QE3.

Febbraio si apre con un rialzo per la Borsa americana dopo un ottimo gennaio

Si tratta prevalentemente di movimenti tecnici per gli indici di Borsa americani, che estendono i guadagni registrati in gennaio, il miglior gennaio dal 1994. Con Gregory Keating ho parlato della seduta di oggi e delle aspettative per il mese di febbraio.

 

Giornata di trimestrali a Wall Street e i risultati non sono tutti positivi

Ne sento parlare da giorni. I volumi sono bassi e preoccupano gli operatori. Non si trova il coraggio di rientrare sul mercato, troppe incertezze e nessun evento all’orizzonte in grado di cambiare la situazione. E i giorni passano e i movimenti dell’azionario, seppur in costante lento rialzo, sono molto piccoli.

La giornata di oggi non fa eccezione, bassi volumi e movimenti guidati dalle ultime indicazioni arrivate dalle aziende. La tecnologia sorprende, almeno in parte. Apple batte le stime e registra utili record grazie alle vendite di iPhone 4S e iPad. Ma dagli industriali arrivano indicazioni preoccupanti, non solo perche’ si tratta delle stime del colosso aerospaziale Boeing ma anche perche’ il settore manifatturiero dovrebbe essere quello in grado di trainare il recupero dell’economia statunitense.

Ne ho parlato con Gregory Keating,  Managing Director per James E. Coffey, che sottolinea come il mercato sia ancora molto preoccupato per l’Europa.

 

Wall Street reagisce ai dati economici in attesa delle trimestrali

Saranno 48 le aziende statunitensi ad aver pubblicato i conti entro la fine della settimana e le attese sono tutte per i numeri delle grandi della tecnologia, come Microsoft e Google, e per le banche. Dal settore bancario fino ad ora indicazioni contrastati ma una cosa in comune tra tutte, la qualita’ del credito sembra migliorare. Ho parlato dell’andamento dei finanziari e dei tecnologici con Gregory Keating, Managing Director per James E. Coffey Securities.