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Wall Street continua a correre. Il mercato sembra tranquillo ma non lo e’

Gli indici continuano a guadagnare terreno, l’effetto Bernanke si fa sentire per la seconda seduta consecutiva. Il Presidente della Federal Reserve ha confermato oggi alla Camera quanto indicato ieri al Senato: pieno supporto alle operazioni di acquisto di bond, nessuna interruzione all’orizzonte. Wall Street oggi gode anche della spinta degli ultimi dati economici che confermano la ripresa del mercato immobiliare. Ma il mercato, spiega Kenneth Polcari, Director NY Floor per O’Neil Securities, resta nervoso nonostante negli ultimi due giorni abbia guadagnato terreno. Il ritorno dell’ansia e’ stato evidente lunedi’ in reazione all’esito elettorale in Italia che ha riportato a galla le paure per la stabilita’ dell’Europa e l’impatto sulla congiuntura globale. Il rischio Europa e’ tornato, il mercato sembra tranquillo ma non lo e’.
Il recupero delle ultime sedute come sappiamo e’ legato alla Federal Reserve. Nelle minute dell’ultima riunione del FOMC pubblicate la settimana scorsa in realta’, sottolinea Kenny, non e’ emerso niente di drammaticamente negativo. Gli esponenti della Fed hanno solo indicato che in marzo rivedranno il QE3 senza esprimere l’intenzione di interrompere il programma. La reazione alle minute, ancora secondo Kenny, e’ stata amplificata da un mercato ormai troppo automatizzato. Quando una notizia e’ percepita anche solo superficialmente come negativa, con un solo bottone si generano forti vendite e quindi movimenti esagerati dei listini. E’ quello che e’ successo lunedi’. Lo S&P 500 e’ arrivato a 1490-1487 e martedì, dopo il discorso di Bernanke alla Camera, gli indici hanno iniziato la fase di recupero che dura ancora oggi.

Movimenti che segnalano che il mercato non e’ preoccupato per l’imminente Sequestration? Tra 72 ore scattano i tagli automatici alla spesa e per ora non c’e’ alcun accordo per evitarli. Ma il mercato non ha dubbi, la Federal Reserve e’ sempre pronta a supportarlo e non c’e’ per ora il panico, ricorda Kenny. E’ ancora un mercato per trader professionisti, non si contratta sui fondamentali ma solo sugli stimoli delle banche centrali in giro per il mondo. L’economia non e’ ancora abbastanza forte.

Kenny non esclude cautela sui mercati fino a venerdi’ con lo S&P 500 intrappolato tra 1490 e 1510. Se l’indice dovesse avvicinarsi troppo a 1510 potremmo vedere dei ribassi perche’ la sensazione e’ che gli investitori vorranno aspettare, dopo il Sequestration, il prossimo “evento”, il raggiungimento del tetto del debito a meta’ marzo, per prendere delle decisioni. Troppi ancora i punti interrogativi (e ormai da troppo tempo!) che, insieme all’instabilita’ in Europa, freneranno l’azionario.

Le trimestrali affondano i listini. Il Dow perde 200 punti, il Nasdaq sui minimi di agosto

Il bilancio delle trimestrali sembrava incoraggiante fino a ieri – ovviamente fatta eccezione per i conti di Google. Oggi invece i numeri pubblicati da grandi gruppi, da Microsoft a McDonalds a General Electric, spaventano gli investitori e i titoli coinvolti segnano forti flessioni e appesantiscono i listini. Il Nasdaq oggi si avvicina ai minimi di agosto. Vedremo come sara’ il bilancio settimanale, fino a questa mattina ancora positivo.
La prossima settimana sara’ molto intensa, tra dati ed eventi economici importanti – settore immobiliare, ordini beni durevoli, la prima rilevazione del Pil del terzo trimestre, riunione FOMC – e un’altra ondata di risultati trimestrali. Una settimana interessante, mi dice Peter Cardillo, Capo Economista per Rockwell Global Capital, che non esclude un’altra fase di ritracciamento del mercato che potrebbe portare gli indici sui livelli della settimana scorsa. Peter riconosce che la stagione di trimestrali, fino a ieri, ha mostrato risultati migliori delle attese anche se le delusioni giunte dai grandi gruppi ricorda ancora una volta come le aziende americane siano suscettibili non solo al rallentamento dell’economia americana ma anche a quella globale. Le indicazioni arrivate questa settimana dalla Cina rassicurano in parte per i prossimi trimestri – forse si notera’ meno l’impatto del rallentamento sulla corporate America – l’economia nell’area sembra stabilizzarsi, il Pil ha toccato il minimo da cui risalira’. L’unico problema reale per il mercato resta l’Europa anche se in realta’ dagli ultimi dati sembra che la fase peggiore per l’economia stia passando, mi dice Peter. Una volta quindi arrivati i risultati elettorali qui negli Stati Uniti e nuovi dati incoraggianti dall’Asia vedremo migliorare anche le condizioni dell’economia americana – Fiscal Cliff permettendo. Peter ritiene che non siamo diretti verso una recessione statunitense o una recessione globale.

I dati sul mercato immobiliare arrivati questa settimana – insieme alle trimestrali positive delle societa’ di costruzione edile – confermano la fase di ripresa del comparto. I dati di oggi sulle vendite di case esistenti non devono preoccupare, la flessione e’ data da due fattori: da una parte un movimento che segue l’aumento degli ultimi sette mesi e dall’altra l’effetto di una grande quantita’ di immobili invenduti sul mercato (6%). Il mercato e’ ancora supportato da investitori (tanti stranieri in alcune aree del Paese. Europei e sudamericani) dato che per le famiglie americane e’ ancora difficile l’accesso al credito, ancora difficile ottenere un mutuo.

Con Peter, un veterano di Wall Street, ho parlato anche del venticinquesimo anniversario del crash del 1987. Peter c’era e ha vissuto la perdita di 800 punti in tre giorni per il Dow Jones e la flessione di circa il 50% per i titoli a maggiore capitalizzazione. Allora e’ stato uno shock, mi dice Peter, ma dopo l’interveto della Fed su liquidita’ e tassi di interesse e alcuni giorni di consolidamento e’ iniziata una fase di rialzi durata 13 anni, un mercato “favoloso” secondo Peter. Che ricorda che oggi non rischiamo un ripetersi di quegli eventi dato il supporto in corso della Fed e di altre banche centrali e l’esistenza dei “circuit brakers” che difendono il mercato.
E’ anche vero che abbiamo assistito a mini crash in passato – ma non a causa di eventi esplosivi o per motivi economici ma per un problema legato alla tecnologia. La velocita’ e la tecnologia hanno aiutato i mercati ma hanno portato anche incertezza e crisi…

Buon fine settimana a tutti!

Google sorprende Wall Street e delude il mercato con qualche ora in anticipo…

Seduta molto contrastata a Wall Street, ancora una volta influenzata dalle singole notizie, previste in calendario (vedi i dati economici) e quelle arrivate qualche ora in anticipo – per errore (i conti di Google). Proprio i conti di Google sembrano aver provocato uno scossone, seppur temporaneo, sul mercato. Un po’ perche’ non erano attesi fino alla chiusura delle contrattazioni e soprattutto perche’ hanno evidenziato utile e fatturato al di sotto delle previsioni (come sappiamo gia’ piuttosto caute) degli analisti.
Il modello aziendale che ha sorretto Google e il suo titolo fino ad ora ha mostrato segnali di debolezza: la cifra pagata per la pubblicita’ su Google e’ calata del 15% rispetto ad un anno fa e del 3% rispetto al trimestre precedente. Per diversificare le proprie attivita’ e non contare solo sulla pubblicita’ on line Google ha investito in marketing, sviluppo, acquisizioni – vedi i $12,4 mld spesi per Motorola Mobility – e tutto questo ha pesato sui conti trimestrali. Il titolo ha perso circa 11% per poi essere sospeso.

I dati di Google sono arrivati molto dopo la mia intervista a Doreen Mogavero, Fondatrice, Presidente e Amministratore Delegato del floor broker Mogavero Lee & Co. Doreen e’ ancora molto pessimista anche se nota un ritorno, quantomeno della curiosita’, degli investitori che sono pronti a riaffacciarsi sul mercato azionario ma solo dopo l’esito delle elezioni presidenziali. I dati economici hanno mostrato segnali di miglioramento, soprattutto quelli relativi al mercato immobiliare. Ma, come sottolinea Doreen, il mercato immobiliare al momento gode del ritorno degli acquisti da parte degli investitori che cercano asset alternativi e non sono ancora molto presenti sul mercato le famiglie pronte ad acquistare un immobile. Troppe forse ancora le incertezze su occupazione, tasse e in generale sull’andamento dell’economia.
Con Doreen ho parlato anche di Fiscal Cliff, la vera paura del mercato con le settimane che volano mentre ci avviciniamo alla scadenza delle agevolazioni fiscali dell’era Bush. Il pericolo e’ di un impatto accentuato sull’azionario in caso di mancata soluzione in Congresso e secondo PIMCO le ripercussioni saranno gravi per il rating sul debito USA.

Settimana negativa per i listini, i ribassi continueranno durante la stagione di trimestrali

La settimana sta per concludersi con un bilancio negativo per gli indici di Borsa americani, la peggiore settimana in quattro mesi. Oggi il tentativo di recupero in apertura contrattazioni, poi una buona spinta in avanti successiva ai dati migliori delle attese sulla fiducia dei consumatori di ottobre e poi un ritorno al segno meno. Nessuna sorpresa per chi, come Peter Cardillo, Capo Economista per Rockwell Global Capital, si aspettava una fase di ritracciamento per lo S&P 500 in questa stagione di trimestrali. Una stagione che e’ iniziata con risultati in linea o superiori alle attese accompagnati da previsioni caute e in qualche caso pessimistiche sul trimestre in corso.
Il livello 1425 si e’ dimostrato sia ieri che oggi un supporto valido, testato piu’ volte. Secondo Peter perderemo questo livello gia’ la prossima settimana con lo S&P 500 che ritrovera’ come supporti 1410-1415. Per Peter la perdita totale alla fine di questa fase sara’ del 4% – siamo a meta’ strada. Una discesa che pero’ sara’, dice Peter, ordinata e non caotica.

L’economia sara’ al centro dell’attenzione anche la settimana prossima e i dati in arrivo confermeranno la fase di recupero, seppur ancora lento. Attenzione al super indice economico, alle vendite al dettaglio, alla produzione industriale. Tutti dati che punteranno ad un Pil al 2% (e non all’1,5%) nel terzo trimestre. E guarderemo anche ai dati sui sussidi di disoccupazione che ieri hanno suscitato diverse polemiche a Wall Street. Pare che i dati siano stati calcolati senza quelli provenienti da uno degli Stati (sembrerebbe uno dei piu’ popolati) e quindi appare molto probabile una forte revisione dei numeri la prossima settimana. Le aspettative di Peter sono per un aumento di 16 mila unita’.

I conti di JP Morgan intanto, secondo alcuni, sembrano fornire un’indicazione ulteriore della fase di recupero del mercato immobiliare – i ricavi da mutui sono aumentati oltre le attese. Una ripresa che, come indicato anche dai dati recenti, e’ in corso ma ancora molto lenta. Secondo Peter ci vorranno almeno 10 o 15 anni prima di rivedere i prezzi degli immobili sui livelli pre-crisi. Sull’argomento ecco l’opinione di Roger Altman di Evercore, lettura molto interessante.

E il mercato guardera’ la prossima settimana non solo ai dati economici e ai conti delle aziende ma si soffermera’ anche sul secondo dibattito presidenziale. Secondo Peter in realta’ il mercato sembra scontare una vittoria di Romney nonostante i sondaggi diano i due candidati ancora testa a testa. Ma il recupero di Romney nei sondaggi e’ stato cosi’ sostanziale da rendere la sua posizione piu’ forte.
Il pericolo Fiscal Cliff non si allontanera’ con le elezioni presidenziali ma Peter sembra piu’ ottimista di tanti altri operatori di mercato con cui ho parlato. Per Peter infatti il Congresso non potra’ non affrontare la situazione e dopo le elezioni di novembre approvera’ l’estensione dei tagli fiscali di Bush ancora per almeno 90 giorni per evitare una recessione e comprare tempo fino all’installazione del nuovo Congresso alla fine di gennaio. Che si ritrovera’ subito un grosso problema da risolvere.

Timori per l’Europa e dati economici deludenti pesano sulle contrattazioni a Wall Street

Sono ancora le notizie che arrivano dall’Europa ad influenzare le contrattazioni qui a Wall Street. Gegory Keating, Managing Director at James E. Coffey Secutiries, sottolinea come le speculazioni continue e i movimenti dei rendimenti dei titoli di Stato spagnoli stiano spostando i listini della Borsa americana verso il basso.
E i dati economici americani non aiutano. Il recupero del mercato immobiliare e’ ancora traballante nonostante i minimi storici dei tassi per i mutui. Ma le attese come sappiamo sono tutte per i dati che saranno pubblicati domani e venerdì. Domani quelli ADP sull’occupazione del settore privato, sui sussidi di disoccupazione e sul Pil. Ma, sottolinea Greg, i dati di venerdì sul mercato del lavoro di maggio potrebbero, se migliori delle attese, dare davvero una spinta ai listini. E ovviamente se negativi potrebbero non essere in grado di contrastare l’effetto delle notizie preoccupanti che arrivano dall’Europa. Ma la solita considerazione va fatta…dati negativi alimentano le aspettative di una nuova operazione di stimolo da parte della Federal Reserve. Vogliamo davvero leggere dati economici deboli per giustificare un’altro sostegno artificiale per il mercato? Greg non esclude la possibilità di un altro intervento ma si chiede se davvero funzionerebbe vostre le gravi incertezze legate all’Europa. Nessuno e’ in grado di valutare con certezza quali sarebbero le ripercussioni per l’azionario americano dell’uscita della Grecia dall’euro. E poi come finirà il dibattito crescita contro misure di austerità, l’uscita della Grecia aiuterebbe davvero l’unione? Troppi ancora i punti interrogativi e difficile capire la direzione dell’euro, ora sotto la soglia tecnica importante di 1.26 contro il dollaro.

 

Dati economici e trimestrali in primo piano. Attesa per il Pil di domani

I risultati trimestrali e i dati economici contrastanti danno oggi la possibilita’ agli investitori di digerire i movimenti al rialzo delle ultime due sedute. Ieri l’attenzione era solo in parte rivolta alle trimestrali, oggi tornate in primo piano.
La tecnologia sostiene i listini grazie alla spinta di Citrix, societa’ del settore sofwtare che ha alzato le previsioni per il 2012 battendo anche le aspettative degli analisti. Ma come sottolinea Mark Otto, Designated Market Maker per Knight Capital Americas, tanti grandi nomi – e aziende a maggiore capitalizzazione – lanciano segnali preoccupanti.
UPS, il gruppo di spedizioni considerato un buon indicatore economico, visto che opera in diversi settori, ha annunciato conti deludenti – ha pesato il raffreddamento della domanda in Asia.
UPS e’ solo una delle societa’ ad avere, negli ultimi giorni, deluso le attese. Fino a questo momento il 75% delle aziende, tra quelle che compongono lo S&P 500, ha battuto le previsioni degli analisti, contro l’85% di soli tre giorni fa…

I dati economici hanno oggi invece dapprima pesato sui listini (sussidi di disoccupazione) e poi dato una spinta (compromessi di vendita). I dati sui sussidi in particolare preoccupano perche’ mostrano sempre meno la componente stagionale e quindi forse indicano un vero peggioramento delle condizioni – gia’ difficili – del mercato del lavoro. I dati sul mercato immobiliare invece si aggiungono a quelli contrastanti giunti nelle ultime settimane..Il numero dei compromessi di vendita sale sui massimi di due anni. Come interpretarli? Per ora guardiamo alla buona reazione dei titoli del settore edile in Borsa.

Le attese sono tutte per i dati sul Pil di domani, secondo Mark un dato superiore (poco probabile) al 2,5-3% ipotizzato dal consenso darebbe una forte spinta agli indici. Dati che riportano gli investitori alle indicazioni di ieri della Federal Reserve. La banca centrale ha confermato ancora tassi bassi fino a fine 2014, ha reso note previsioni incoraggianti sull’economia e non ha chiaramente fatto riferimento ad un QE3 senza pero’ nemmeno escluderlo.

Mark Otto sottolinea che le preoccupazioni per l’Europa non sono di certo sparite. La Spagna sta tornando in primo piano con la sua resistenza, per ora, nel richiedere l’aiuto dell’Europa. Mark segue sempre con molta attenzione la Cina. il premier cinese e’ in viaggio in Occidente per rafforzare i legami e, mi dice Mark, per promuovere un currency swap – da interpretare come preparazione ad avere lo Yuan come valuta per riserve al posto del dollaro.

I livelli da monitorare per lo S&P 500 secondo Mark:
Resistenze: 1392-1400 Supporti: 1376-1366

Interessanti le previsioni di Mary Ann Bartels di Bank of America che confermano le aspettative di tanti operatori di una correzione dopo il recente rally. Bartels si aspetta una perdita per lo S&P 500 fino al 10% dai livelli attuali vista la tendenza del mercato di cedere alcuni dei guadagni dopo un solido rally – appunto.

Il superamento di livelli tecnici e psicologici importanti riportera’ l’interesse sull’azionario

Gli investitori digeriscono i dati economici arrivati da Europa, Cina e Stati Uniti e valutano i rischi di un rallentamento economico globale. Ma sono ancora i livelli tecnici ad interessare gli operatori. Livelli sfiorati ieri dallo S&P 500 e raggiunti anche se solo brevemente dal Dow Jones. Sono in tanti ad esprimere scetticismo sull’importanza del livello 13.000 per il Dow Jones. Forse non e’ tecnicamente cruciale ma non e’ da sottovalutare la sua valenza psicologica, soprattutto in un momento di scarsi volumi e poco interesse per il mercato.

Gregory Keating, Managing Director per James E. Coffey Securities, ritiene che un Dow Jones sopra 13 mila punti insieme a dati economici in miglioramento e a maggiori certezze dall’Europa potrebbe riportare fiducia tra gli investitori che tornerebbero cosi’ sul mercato.

 

Moody’s non scoraggia gli investitori, l’azionario americano continua la sua corsa

Nonostante le incertezze legate al futuro della Grecia e l’avvertimento di Moody’s, pronta a ridurre il rating per oltre 100 istituti finanziari in tutto il mondo, l’azionario americano continua la sua corsa. Siamo vicini a livelli tecnici importanti per lo S&P 500 e sembra che stia tornando l’interesse per il mercato azionario. Secondo Doreen Mogavero di Mogavero Lee & Co (floor broker al NYSE) sembra che gli investitori si stiano abituando alla situazione di incertezza in Europa e alla debolezza di alcuni comparti dell’economia, consapevoli che ci vorra’ del tempo per tornare alle condizioni “pre-crisi”.

L’avvertimento di Moody’s non scuote il mercato. Le incertezze sulla Grecia non scuotono il mercato. Il collasso eventuale della Grecia, ampiamente ipotizzato da alcuni operatori, tra cui anche gestori di importanti hedge funds,  non potra’ far crollare il mercato secondo Doreen Mogavero. Sara’ importante pero’ vedere come il mercato lo gestira’ e come ne usciranno le banche naturalmente.

I dati economici di oggi hanno mostrato un settore manifatturiero ancora forte. I numeri sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono positivi, migliori delle attese e sui minimi da marzo 2008, ma come sottolinea Doreen Mogavero i numeri sembrano positivi almeno considerato il trend ma i miglioramenti sono ancora molto molto lenti. Il mercato del lavoro e quello immobiliare restano i piu’ deboli. I dati sui nuovi cantieri aperti, accolti oggi positivamente nascondono delle indicazioni preoccupanti. Sono aumentate le costruzioni di palazzi di appartamenti e non di case singole perche’ in pochi possono permettersi di acquistare immobili e sale sempre di piu’ la domanda di affitti. Inoltre altri dati hanno mostrato un incremento dei pignoramenti.

 

Wall Street indecisa aspetta i dati i domani e tenta di estendere i guadagni di ieri

La ripresa del mercato immobiliare e’ necessaria per vedere un deciso recupero dell’economia americana secondo il Presidente della Federal Reserve Ben Bernanke. Secondo chi opera sul mercato azionario invece sara’ cruciale il recupero dell’occupazione. Ne ho parlato con Doreen Mogavero, Fondatrice, Presidente e Amministratore Delegato del floor broker Mogavero Lee & Co, che ritiene che la trasformazione di alcuni settori, come quello della grande distribuzione, rappresenti un rischio ulteriore per l’occupazione nei prossimi anni.  Con Doreen, anche nelle settimane scorse, abbiamo toccato piu’ volte l’argomento volumi. Volumi estremamente sottili da diversi mesi. Gli investitori hanno paura di tornare sul mercato azionario, tanta cautela fino ad una risoluzione della crisi in Europa? Non solo secondo Doreen Mogavero che teme anche l’effetto dello scarso interesse da parte dei cosiddetti baby boomers nel mercato azionario vista la distribuzione del loro portafoglio che cambia con l’avanzare dell’eta’ e si concentra di piu’ su investimenti difensivi come l’obbligazionario.

Chissa’ che il debutto di Facebook non riporti sul mercato i piccoli investitori?