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La paura torna sui mercati, lo S&P 500 sui minimi di due mesi

Risk off. Oggi le vendite riguardano sia l’azionario che le metarie prime, perdite marcate su tutta la linea con i listini sui minimi di almeno un mese.
L’oro sotto 1600 per la prima volta da gennaio, il prezzo del petrolio che ha sfondato i 96 dollari il barile – movimento che secondo gli analisti lo porterà’ velocemente sotto i 94 dollari..

E’ la risposta dei mercati finanziari alla confusione in Grecia – non c’e’ un Governo, si temono nuove elezioni e soprattutto si specula sull’uscita della Grecia dall’euro. Ieri Citigroup aveva dato l’uscita al 75%, oggi un gestore di un hedge fund parla di un’ uscita entro l’anno . Tante volte analisti e trader nei mesi passati avevano ipotizzato questo scenario, come sottolinea anche Mark Otto, Designated Market Maker per Knight Capital Americas. Uno scenario non così’ catastrofico se naturalmente l’uscita sarà gestita con ordine in modo da preparare le banche. Anche se si teme sempre l’effetto contagio. E’ vero anche che la Grecia ha bisogno di trovare soluzioni al più’ presto, due le scadenze importanti che incombono: i pagamenti dei bond il 15 di questo mese e tra trenta girni, sottolinea Mark.

Nelle prossime settimane quindi le notizie dalla Grecia domineranno sul mercato. Mark monitora con molta attenzione il Vix, oggi tornato intorno a quota 20, per vedere se ritornerà’ tra i 30 e i 40 che aveva toccato l’estate scorsa, quando il livello di panico era molto alto. L’euro sta subendo, 1.30 sarà’ la soglia psicologica, sfondata oggi. L’oro secondo Mark va considerato al momento come tutti gli altri asset, il panico porta gli investitori ad alleggerirsi di tutto, oro compreso.
Infine i livelli dello S&P 500 da monitorare secondo Mark: 1358 il livello abbandonato stamattina, prossimi supporti 1348 e 1343, le resistenze in caso di recupero 1358 e 1363.

 

Rialzi e bassi volumi nonostante scadenze tecniche. 1425 non ipotizzabile senza intervento Fed.

In assenza di dati economici e di discorsi della Federal Reserve, l’attenzione si sposta nuovamente sui risultati trimestrali. I volumi restano bassi nonostante la seduta di scadenze tecniche.
Si guarda meno invece agli eventi in corso a Washington mi dice Joseph Greco, Managing Director per Meridian Equity Partners. Le notizie giunte dalle riunioni del Fmi e della Banca Mondiale hanno avuto un impatto sui mercati ieri, meno nella seduta di oggi. Joe non prevede grossi scossoni da qui alla fine della giornata, in attesa dell’inizio del fine settimana.

Joe nota che il mercato spera in una conferma della leadership francese ma teme che i cittadini non vogliano la stessa cosa. In tempi normali le elezioni portano ad incertezze sui mercati e nella situazione attuale gli effetti potrebbero essere naturalmente amplificati.

Joe stima che lo S&P 500 restera’ ancora per le prossime settimane, fino almeno a giugno, tra 1375 e 1400 punti. 1425 non e’ ipotizzabile senza un intervento della Federal Reserve. La decisione della banca centrale americana su un eventuale QE3 sara’ cruciale per definire il bilancio del mercato per l’intero 2012 e per evitare un’andamento dei listini riscontrato negli ultimi due anni – con forti ripiegamenti dall’estate in poi.
La Fed ha segnalato fino ad ora di non voler intervenire visto che l’economia mostra ancora segnali di rafforzamento.

In realta’ ieri abbiamo ricevuto dati deludenti, “triple threat” come ci dice Joe – ovvero dati negativi da tre comparti importanti dell’economia. I dati sui sussidi di disoccupazione in realta’, nota Joe, sono suscettibili a revisioni quindi per ora non preoccupano tanto. I dati sulle vendite di case esistenti non vanno accolti con spavento per due motivi: nessuno al momento si aspetta una ripresa decisa del mercato immobiliare e i numeri per ora indicano meno pignoramenti all’orizzonte. Il mercato immobiliare americano resta molto fragmentato e quindi difficile da interpretare. Per questo motivo tanti economisti adesso non guardano piu’ all’andamento del mercato su scala nazionale ma analizzano i numeri a livello regionale con alcune zone in netto recupero (basse tasse e buoni distretti scolastici), altre invece ancora in forte difficolta’ (pignoramenti).

Buon fine settimana a tutti!

Effetto Bernanke aiuta gli indici di Wall Street a recuperare terreno. Ultima settimana del trimestre sara’ positiva.

Dopo la peggiore settimana in tre mesi l’azionario americano tenta un recupero e ad aiutare sono le parole di Ben Bernanke. Il Presidente della Federal Reserve conferma l’intenzione di continuare con una politica monetaria accomodante, necessaria per supportare l’economia e agevolare un recupero del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione migliora ma non puo’ scendere ancora senza un aumento dell’attivita’ produttiva e della domanda da parte di aziende e consumatori. Una rassicurazione per gli investitori, mi dice Kenneth Polcari, Managing Director per ICAP Equities, Ben Bernanke interverra’ ancora se necessario. Dichiarazioni che giungono nell’ultima settimana del trimestre con gli operatori che si preparano alla stagione degli utili, che non sara’ brillante. Tante aziende hanno gia’ ridotto le proprie previsioni e quindi raffreddato ogni entusiasmo. Ma il mercato non crollera’, dice Kenny, anche in caso di risultati deludenti, non accadra’ come l’anno scorso – il massimo ad aprile e poi una discesa fino a dicembre. Bernanke ci sara’ se servira’ il suo aiuto. Secondo Kenny c’e’ da chiedersi quando e se il mercato riuscira’ a correggersi da solo e contrattare su fondamentali o se continuera’ a guadagnare grazie agli stimoli, non solo quelli della Fed. Tanti gli analisti che dopo le parole di Bernanke di oggi hanno confermato le aspettative di un QE3 per l’estate.

Come ho gia’ sottolineato, siamo a alla fine del trimestre e lo S&P 500 ha gia’ guadagnato l’11%. Per questo motivo da oggi a venerdi’ l’azionario guadagnera’ ancora, sottolinea Kenny, i gestori si affretteranno ad entrare sul mercato cosi’ almeno sulla carta sembrera’ che hanno partecipato al rally dei primi tre mesi dell’anno. In tanti hanno aspettato una correzione, mai arrivata, per entrare sul mercato e adesso e’ arrivato il momento di farlo.

Livelli tecnici da monitorare per Kenny: il range e’ 1375-1405. 1374 da monitorare come supporto ma non ci andremo molto vicini proprio perche’ Kenny si aspetta entro la fine della settimana una spinta al rialzo e l’arrivo di tanta liquidita’ che fino ad ora e’ rimasta inutilizzata.

Buona settimana a tutti!